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Pavia, 3 ott- Tempi duri per i sindaci rossi della Lombardia, a partire dal primo cittadino di Milano, Beppe Sala, indagato per falso e per turbativa d’asta, fino ad arrivare al suo collega di Pavia, il buon Massimo Depaoli. L’amministratore pavese, in quota Partito Democratico, è infatti indagato per abuso d’ufficio in concorso con una dirigente comunale.



Depaoli torna ad essere protagonista su queste colonne dopo i fatti avvenuti a novembre quando lo stesso primo cittadino pavese partecipò ad una manifestazione non autorizzata organizzata dalla sedicente “Rete Antifascista Pavia”, in risposta all’annuale corteo organizzato dall’Associazione Culturale “Recordari”- ne fa parte, tra gli altri, CasaPound Italia Pavia – per ricordare Emanuele Zilli, militante missino morto in circostanze misteriose negli anni ’70. La manifestazione degli antifascisti provocò delle inutili tensioni e la polizia arrivò ad una leggerissima carica.

Responsabile di queste tensioni nel novembre scorso, ecco che il sindaco Pd di Pavia quasi un anno dopo si ritrova indagato in seguito alla denuncia di due sindacalisti della CUB. La causa non viene citata nella querela, ma da quanto trapela sarebbe da riscontrare nella procedura di selezione del dirigente ai Lavori Pubblici del comune lombardo. Per il Partito Democratico, insomma, si allunga la lista degli indagati. Per l’antifascismo italiano, invece, si allunga la serie di figuracce.

Giacomo Bianchini



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