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Immigrazione a Pennabilli, il sindaco risponde ai contestatori: la sinistra ora aprirà le porte delle proprie case?

by Marco Battistini
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Pennabilli immigrazione

Roma, 27 lug – Torna a far parlare di sé Mauro Giannini, l’ormai famoso sindaco di Pennabilli il quale con ogni evidenza non ha nessuna intenzione di farsi mettere i piedi in testa dalla sinistra. Né, tantomeno, farsi dettare l’agenda dai nipoti della vecchia classe dirigente rossa. Motivo della discussione? Il tema è quello dell’immigrazione, in particolare l’accoglienza di un gruppo di “profughi” nel piccolo – ma altresì splendido – borgo incastonato nell’Alta Valmarecchia (il termine virgolettato, a nostro avviso non propriamente corretto, è quello già utilizzato sui documenti del comune riminese nonché da altre testate giornalistiche).

La contrarietà dell’amministrazione

Due settimane fa la Prefettura di Rimini avrebbe informato il primo cittadino pennese circa l’arrivo in una locale struttura ricettiva di un certo numero di profughi provenienti da diversi paesi nordafricani. Alle energiche rimostranze verbali di Giannini – ribadite pubblicamente durante un’inaugurazione – ha fatto seguito l’ordinanza di metà mese (pertinente le tempistiche di comunicazione di eventuali accoglienze) e un successivo post sulla pagina Facebook del comune. Nella nota si confermava la forte contrarietà di tutta l’amministrazione “all’accoglienza di profughi in città” precisando allo stesso tempo che il “sindaco non ha alcuna autorità per bloccarne l’eventuale arrivo”.

Secondo la giunta infatti “Pennabilli non è un luogo idoneo ad accogliere profughi per l’isolamento geografico e per l’insufficienza dei servizi necessari al loro benessere e quindi per garantire loro una vita dignitosa” in quanto avendo “un tessuto sociale molto fragile per l’elevato numero di persone anziane e sole, soprattutto donne” l’arrivo (più o meno) massivo di allogeni “porterebbe percezione di insicurezza e quindi paura”. Senza contare un “enorme danno alle attività economiche cittadine”.

Il consiglio comunale: le confuse proteste della sinistra

Tutto rientrato dopo le (non dovute) spiegazioni del 17 luglio? Assolutamente no, perché quattro giorni più tardi Giannini convoca – per la settimana in cui stiamo scrivendo – il consiglio comunale. All’ordine del giorno anche la “disapprovazione all’accoglienza di profughi di qualsiasi nazionalità, razza e religione nel comune di Pennabilli”. Punto che, pur citando l’articolo tre della carta costituzionale, è stato immediatamente modificato in quanto una recente legge nazionale del giugno scorso vieta di inserire il termine “razza” negli atti pubblici.

Eccoci al 25 luglio. Accolta in municipio dal prevedibile minestrone di proteste sinistre – una sparuta e alquanto confusa presenza ha tirato in ballo anche omofobia, fascismo e cantato l’immancabile (si fa per dire) Bella Ciao – l’amministrazione ha deliberato “la disapprovazione all’accoglienza di profughi, di qualsiasi sesso, nazionalità, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali nel territorio comunale di Pennabilli”. Il nocciolo della questione, difficilmente contestabile, è che – appunto – nel comune riminese ci sono solamente due alberghi.

Pennabilli, la delibera della giunta

Continua la giunta pennese: “in subordine, in caso di costrizione ministeriale” viene al contrario approvata “l’accoglienza di profughi nelle case dei privati cittadini, che ne facciano richiesta, esclusivamente in coabitazione con i diretti ospitanti per accelerarne l’integrazione sociale, con tutte le spese di gestione a carico degli ospitanti stessi, affinché tutte le strutture ricettive vengano lasciate a disposizione dei soli turisti.” Ci ha pensato quindi lo stesso Giannini a mettere la parola fine a una questione che di razzista non ha proprio nulla, aggiungendo l’ultima possibilità proprio “per i più sensibili”. La palla ora passa alle anime belle della sinistra romagnola: chissà se i disturbatori del consiglio comunale si dimostreranno tanto accoglienti nei fatti quanto lo sono stati a parole…

Marco Battistini

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2 comments

Germano 27 Luglio 2023 - 10:00

Ma se la Meloni e FdI promuovono l’arrivo dei rifugiati, quello che dica un sindaco è irrilevante.
Il business più redditizio per ogni politico da trent’anni: l’arrivo dei rifugiati. Un business. Volete capire. UN AFFARE

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fc 27 Luglio 2023 - 12:46

L’ importante è che il desco accogliente sia sempre quello altrui. Un altrui da vessare, parassitare ed incapsulare affinché non disturbi l’ orbita di lor signori. D’ altronde sono i figli di lor signori che non si sognavano proprio di invitare gli operai al desco interno nei palazzi “patrizi” i cui balconi recavano la bandiera rossa come max capacità di materiale solidarietà. Il resto… chiacchiere, chiacchiere e ancora chiacchiere.

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