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Perché del fatto che Fabrizio Quattrocchi fosse un contractor ci interessa zero

by Stelio Fergola
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Fabrizio Quattrocchi anniversario morte

Roma, 14 apr – Uno dei più patetici tentativi della cultura anti-italiana di sminuire la figura di Fabrizio Quattrocchi risiede nella famosa frase ripetuta a pappagallo: “Era un mercenario, stava lì per soldi”. Lo scopo è sempre il solito: quello di asserire che non esista, in modo praticamente genetico, alcun sentimento nazionale e patriottico italiano. E di sottolinearne una presunta artificiosità creta “ad arte” nel XIX secolo, all’epoca dell’Unità. Farlo, insomma, apparire come qualcosa di forzato e di “innaturale”, contrario agli istinti genuini dei popoli – ovviamente in questa concezione con nulla a che spartire l’uno con l’altro – che abitano la penisola.

Quattrocchi contractor, mercenario o quello che vi pare? Non ce ne frega nulla

Cade oggi l’anniversario della morte di Fabrizio Quattrocchi, guardia di sicurezza italiana assassinata in Iraq il 14 aprile del 2004. Non mercenario come la propaganda anti-nazionale sottolinea, ma contractor, figura abbastanza diversa, pagata per difendere i propri clienti, non esattamente un soldato “al soldo”. Ma il bello – o meglio il brutto – di tutto ciò, è come la presunta – e davvero squallida – accusa nei riguardi dell’italiano ucciso a suo tempo dai terroristi locali non invalidi minimamente quello che è stato un vero e proprio atto d’amore per la sua terra, che poi è anche la nostra, visto che non ha nulla a che fare con essa. Ma si sa, al pensiero dominante anti-italiano è sufficiente dire una sciocchezza senza alcuna base concreta e ripeterla a pappagallo su tutti i media e i giornali ad esso asserviti (ovvero, almeno il 90% degli stessi) per far apparire logica un’affermazione senza né capo né coda.

Il valore di un gesto di genuino amore per la propria terra

Nessun dottore aveva obbligato a Fabrizio Quattrocchi ad esprimere il legame per la propria terra pochi istanti prima di essere ucciso. La pistola contro gliel’hanno puntata prima di farlo fuori, e non certamente per costringerlo a pronunciare quelle parole. Il signor Quattrocchi in punto di morte non aveva nessun motivo, neanche retorico o pubblicitario, per dire “vi faccio vedere come muore un italiano”, se non l’amore stesso. O la psicopatologia, a questo punto, che non abbiamo dubbi gli anti-italiani potrebbero giocarsi pure, come carta estrema, pur di negare un’evidenza (l’idiozia, si sa, non ha confini, a differenza dell’intelligenza). Perché il “mercenario” (risate tra il pubblico) che diciannove anni fa urlò a fronte alta l’amore per questa Nazione è la prova vivente di quanto questo amore esista, non sia certamente imposto da nessuno (specialmente in questo periodo storico) ed incredibilmente riesca a sopravvivere nonostante orde di presunti intellettuali da strapazzo che fanno di tutto, ogni giorno, per distruggerlo, con l’aggravante di avere pure il coraggio di guardarsi allo specchio la mattina.

Stelio Fergola

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3 comments

fabio crociato 14 Aprile 2023 - 1:17

Tra gli indegni che hanno voluto sminuire la figura e il comportamento finale, significativamente esemplare, di F.Quattrocchi ci saranno certo parecchi che al tempo hanno denigrato pure i ns. militari ordinari, volendo i loro figli tutti “dottori” (mai “fanti”), evitandogli di fare il militare per finire (sic) più giovanilmente “fuori corso” ed oggi plaudono alla guerra sulle terre CIS, russo-ucraine, armando interposti, sconosciuti foresti. Si vergognino !

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blackwater 14 Aprile 2023 - 3:55

a me invece conta parecchio che questo nostro Eroe MOVC fosse andato nel terzo mondo a fare un lavoro armato,ossia da uomo.

così come di contro mi fa cag*re e anche parecchio,chi con mimetica e stellette va all’estero a fare la crocerossina tipo ONG anzichè il Soldato.

con un ricordo al bassista degi Stranglers (CN 7° dan karate) che aveva dimostrato profonda ammirazione per Quattrocchi.

“no more heroes” era anche il titolo di un fortissimo pezzo degli Stranglers:

“non ci sono più eroi”

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Jjj 14 Aprile 2023 - 9:04

Gli anti italiani stanno tutti a sinistra come le capre nel giorno del giudizio.

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