Roma, 21 set – La Russia potrebbe impiegare le armi nucleari a breve? Lo spauracchio si conosce bene. Ma dopo gli ultimi aggiornamenti sulla guerra in Ucraina e sulle dichiarazioni di Vladimir Putin, andrebbe incentrato almeno su ciò che potrebbe comportare in via teorica.

Perché la Russia potrebbe (in teoria) usare le armi nucleari a breve

Il fulcro sta nella nell’ordine esecutivo 335, approvato da Putin stesso nel 2020. Nel quale testualmente si legge, come riportato anche da Fanpage: “La Federazione Russa si riserva il diritto di usare armi termonucleari in risposta all’utilizzo del nucleare e di altri tipi di armi di distruzione di massa contro di essa e/o dei suoi alleati così come nel caso di aggressione contro la Federazione Russa con l’utilizzo di armi convenzionali quando la stessa esistenza dello Stato è in pericolo”. Ovviamente, il medesimo protocollo sarebbe soggetto sempre a innumerevoli interpretazioni, e con uno strumento – per così dire – “delicato” come il nucleare la cautela sarebbe d’obbligo anche in sede analitica. Ad esempio, è difficile stabilire cosa costituisca un “pericolo per lo Stato”, ma è altrettanto desumibile che i russi potrebbero recepirne una valutazione “estensiva”.

Se il Donbass diventa parte della Federazione

Qui il punto. Se il Donbass dovesse diventare parte della Federazione Russa, come tutto suggerisce potrebbe avvenire a breve, tramite lo strumento discusso ad Occidente del referendum sul modello di quanto avvenuto in Crimea, allora il famigerato protocollo – in teoria – potrebbe diventare esecutivo. Quanto meno contro l’Ucraina stessa, a meno che Kiev non cessi all’improvviso di attaccare le Repubbliche attualmente autonome e dichiaratamente filorusse. L’ipotesi è stata rilanciata anche da Alessandro Orsini durante la trasmissione CartaBianca, come riportato da Libero. Vedremo cosa accadrà. Diciamo che, se da un lato le ipotesi di attacco nucleare sono super-inflazionate da sempre, rivelandosi quasi sempre inconsistenti, il fatto che esista un provvedimento normativo in grado di giustificarne l’impiego che in questo caso sarebbe citabile non lascia dormire proprio sonni tranquilli e non induce certamente all’ottimismo.

Alberto Celletti

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