Roma, 14 mar – Per il caro carburante infiamma la protesta dei camionisti. Un presidio, stamane, di fronte alla prefettura di Cagliari, denuncia gli aumenti dei costi mostruosi per la categoria, come riportato dall’Ansa.

Caro carburante, la protesta dei camionisti

I conducenti dei mezzi pesanti manifestano il loro disappunto in Sardegna, tra Olbia e Cagliari. I manifestanti si sono appostati davanti ai porti e alle zone industriali, dall’alba. Durata della protesta? Ufficialmente “a oltranza”, o almeno fino a quando non arriveranno soluzioni, dal capoluogo come da Roma. Altre mobilitazioni sono in corso contro il caro gasolio: e in esse sono coinvolti i pescherecci di Porto Torres. Ma dappertutto, il disappunto è contro gli aumenti generalizzati, che rendono impossibile sopravvivere.  Il trasportatore intervistato dall’agenzia di stampa italiana tuona così: “Noi trasportatori abbiamo avuto un aumento incredibile, in poco tempo. Quando in un trasporto il gasolio incide tra il 25 e il 50% andiamo sotto. Un esempio: nel gennaio 2021 noi mettevamo 300 litri di gasolio e pagavamo 410 euro. Gennaio di quest’anno, sempre 300 litri di gasolio, 525 euro. A marzo 670 euro. Vedete la differenza. Perdiamo 2mila euro ogni mese, e solo per il gasolio”.

Avanti con lo sciopero, nonostante il no della commissione di garanzia

Lo sciopero continuerà nonostante il rifiuto della commissione di garanzia. Alcuni referenti citati sempre dall’agenzia nazionale si sono concentrati in una sigla sindacale, Trasportounito, che sta organizzando una manifestazione nazionale. Il motto è “siamo liberi di sistemare i nostri mezzi dove ci pare” che darà il via alla protesta. Protesta per cui è già stata chiesta l’autorizzazione alle Questure. Le proteste non sono solo a Cagliari e a Olbia, ma anche nel porto merci di Oristano, nelle zone industriali di Samatzai, Monastir, Villacidro.

Alberto Celletti

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