Roma, 14 mar — Non si può insegnare l’arte della supercazzola al figlio di chi l’ha inventata: è il monito che GianMarco Tognazzi, figlio dell’immortale Ugo, ha rivolto a Walter Ricciardi al termine di battibecco via Twitter. Una gustosa querelle, soprattutto per chi non nutre grandi simpatie per il consulente del ministro Speranza, che per qualche istante ha distratto gli utenti social dalle preoccupazioni del conflitto bellico in Ucraina.

Ricciardi asfaltato da Tognazzi sulle mascherine

Casus belli della discussione è stata una fotografia, postata da Tognazzi, che lo ritrae sorridente all’interno di un cinema assieme al regista Massimiliano Bruno, di fronte a una platea di spettatori con le mascherine abbassate. «Grazie. Che bello trovare ad accoglierci la sala piena per vedere insieme C’era una volta il crimine. Grazie pubblico!!! W il cinema in sala!!!», ha twittato. Neanche il tempo di cliccare il tasto invio, che si inserisce, cupissimo, Ricciardi. Il quale, probabilmente, passa le proprie domeniche su Twitter a segnalare le foto di chi non indossa la mascherina. Come un gufo plana sulla festa e twitta: «Se vi metteste tutti le mascherine sarebbe meglio e potremmo continuare a farlo».

Tognazzi non nasconde la sua stizza e ribatte: «Per sua informazione le mascherine sono state tolte sia da noi che da qualche ragazzo del pubblico esattamente per il tempo strettamente necessario per lo scatto di questa foto. Il suo commento è a dir poco ridicolo tanto quanto il suo pensiero». Ma ormai l’assenza di mascherine nella fotografia ha liberato il Kraken sanitario. Risponde dunque Ricciardi: «Caro Tognazzi, lo dico da suo ammiratore, quindi nessuna prevenzione, solo la constatazione di un gesto tecnicamente sbagliato e pericoloso, si può togliere la mascherina per una foto ma rispettando la distanza, cosa che non avete fatto, tutto qui». Il figlio d’arte non è intenzionato a subire i toni inquisitori del consulente di Speranza. «Quindi sta dicendo la norma attuale che prevede la possibilità di consumare in sala è sbagliata, visto che per farlo bisogna necessariamente abbassarla e anche in quel caso non vi è certezza del rispetto della distanza, o vale solo per i 10 secondi di quella foto?».

Il consulente di Speranza messo alle strette

A quel punto, suo malgrado, Ricciardi capitola moralmente, arrivando a disconoscere le norme approvate dallo stesso governo per cui lavora. «Sì, ogni concessione alla circolazione del virus, soprattutto con Omicron 2, è pericolosa. Su un aereo, pur con la filtrazione dell’aria, si sono contagiati tutti per aver abbassato le mascherine per mangiare, mascherine e distanza di sicurezza prevengono le infezioni». In soldoni, Ricciardi conferma quello che ormai è sotto gli occhi di tutti: che le norme anti-Covid sono solo un mucchio di diktat burocratici incoerenti, privi della minima valenza sanitaria.

Il colpo di grazia

«Con rispetto le faccio presente» fa notare l’attore «che le regole e le norme le avete valutate e gestite voi, dicendo spesso tutto e il suo contrario, e comunque ci siamo sempre adeguati. Ora la prego di non fare l’ennesima supercazzola proprio a me, che sono il figlio di colui che l’ha resa celebre». Colpito e affondato. «Capisco quello che vuole dire, anche se io sono un consigliere non un decisore, in attesa di vederla sugli schermi, buona fortuna». A Ricciardi non resta che farfugliare la propria resa con la coda tra le gambe.

Una considerazione a chiosa della vicenda: come hanno fatto notare molti utenti, da Ricciardi ci si sarebbe aspettata la medesima solerzia nel bacchettare l’allegra combriccola dei «potenti della terra» che al summit di Versailles sull’Ucraina erano stati fotografati e filmati senza mascherine e distanziamenti vari, così come invece prescritto dallo Sacro Verbo Pandemico. Due assembramenti, due misure…
Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Non fate fumare W. Ricciardi: è una autoclave sterilizzatrice a vapore chimico! Oltretutto non tagliandata.

Commenta