Torino, 10 giu – Largo ai giovani, in politica serve freschezza e rinnovamento. Un leitmotiv che tutti noi ci siamo sentiti ripetere svariate volte (e ovviamente abbiamo volentieri rilanciato). Certo, i più razionali tendono a rimarcare l’importanza della giusta dose di esperienza, ma generalmente si è concordi nel rilevare la necessità della gioventù al potere. Soprattutto a livello locale, dove spesso i piccoli comuni rischiano di rimanere aggrappati a logiche del passato, dunque ingessati, stantii.


Quanto successo in Piemonte, a Ribordone, non è però semplicemente una notizia curiosa e al contempo irrilevante rispetto all’andamento politico nazionale. E’, se non altro dal punto di vista simbolico, la dimostrazione che al di là degli auspici l’Italia tende a restare un “Paese per vecchi”. Nel minuscolo comune (49 abitanti) della Valle Orco, dopo il pareggio (19 a 19) di due settimane fa tra le due liste in campo, anche al ballottaggio si è registrato un altro pareggio: 21 a 21. Entrambi i contendenti si sono assicurati infatti 2 voti a testa in più rispetto al primo turno, grazie all’affluenza in aumento del 4%.

Largo ai meno giovani

Sembrerebbe quasi una battaglia tra due famiglie che si contendono un pugno di case di proprietà. Invece no, parliamo sul serio di elezioni comunali, con appena 7 persone che hanno deciso di non andare a votare. Posto però che non si tratta di calcio, non è quindi possibile decidere il vincitore in base alla classifica avulsa, cosa prevede il regolamento per risolvere questo apparente stallo alla messicana? Ci sarà un terzo turno? Si interpelleranno i 7 non votanti? Si eleggeranno due sindaci? Nulla di tutto questo. Il primo cittadino di Ribordone sarà Guido Bellardo Gioli, sindaco uscente. Ovvero, in questi casi di pareggio anche al ballottaggio, la legge prevede la nomina del candidato a sindaco più anziano. Largo ai meno giovani.

Ah, chiediamo venia per aver commesso un macroscopico errore matematico. I non votanti al ballottaggio sono stati 6, un cittadino in realtà ha optato per la scheda bianca. Chissà, magari non conosceva abbastanza bene i due candidati a sindaco.

Eugenio Palazzini

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