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Stoccolma, 30 ott – “Pippi, Pippi, Pippi che nome, fa un po’ ridere, ma voi riderete per quello che farò”. I giovani, forse non i giovanissimi, ricorderanno la simpatica sigla della serie, versione italiana, di Pippi Calzelunghe. Ecco, adesso potranno parafrasarla a piacimento, sostituendo magari la parte finale del ritornello: “Voi riderete per quello che diventerò”. In Svezia qualcuno ha infatti avuto la brillante idea di trasformare la birbante ragazzina dai capelli rossi e le spiccate lentiggini, protagonista dell’omonimo romanzo di Astrid Lindgren, in una “migrante” con la pelle scura, i capelli neri e gli occhi marroni.
La trovata politicamente corretta, di quelle che finiscono sempre per suscitare moti di entusiasmo dalle parti di Repubblica (roba da far sembrare originali le cene di classe tra ex studenti in preda alle crisi esistenziali di mezza età) e imbarazzati silenzi generali, è di Gunilla Lundgrén. Una scrittrice sfortunatamente (per Repubblica) sconosciuta in Italia ma che in Svezia è nota per le sue fantastiche narrazioni sui poveri immigrati che rendono la nazione scandinava un’invidiabile Babele multirazziale. Verrebbe da dire multirazzista considerata la condizione in cui versano intere aree delle città svedesi, ma poi toccherebbe soffermarci ancora una volta sull’idiozia imperante degli immigrazionisti. Cosa del tutto superflua, visto che ormai qualunque trovata da parte di questi adoratori del caos fa risuonare sonore pernacchie a destra e (giusto un po’ meno) a manca.
Nel 2014 in Svezia avevano d’altronde già pensato di passare al restyling della monella con le lunghe trecce rosse, quella maledetta razzista protagonista del libro “Regina negra”, già a suo tempo sostituito con il titolo “Regina dei Mari del Sud”. Ecco allora che nella tv svedese il “Re dei negri” divenne “Re” e basta, giusto per censurare come si deve anche i racconti per bambini. Eppure si sa, la mannaia dei boia delle identità da sempre tenta di mutilare ogni opera in odore di messaggio scorretto, dal colonialista Tintin al cruento e poco animalista Moby Dick di Melville. Certo, adesso però la situazione sta degenerando nella guerra alle lentiggini. Aspettatevi allora la messa al bando della Canzone del Sole di Battisti, cos’è se non razzismo subliminale quel testo che evoca “bionde trecce e occhi azzurri”?
Eugenio Palazzini

7 Commenti

  1. I Soros, i grassi e le boldrine non mi meravigliano… Vorrei vedere i conti della boldrini quanto sono stati rimpinguati dalle facce color merda che si strafogano in quella merda vecchia di decine di milioni di anni che oggi chiamano petrolio… Mi meravigliano i poveri cristi che li votano! E che hanno tutto da rimetterci! Esattamente, se non di più, dei tanto vituperati “razzifascisti”!.. La scrittrice Svedese, con quel nome & cognome che sa tanto di Walhalla e di cavalcata delle Walkirie… Quella sì che mi meraviglia!… Che non sia un piano diabolico?… Sembra quasi voler provocare, stuzzicandolo, il naturale rigetto dell’ uomo qualunque per le imposizioni che sanno di cretino!… Che voglia, chiotta Chiotta, soffiare sulla brace mai sopita di un sano e liberatorio razzismo Hitleriano?…..

  2. Nascondete Calimero, altrimenti parte il dibattitone socio-culturale su come considerarlo (un potenziale e involontario testimonial pro immigrazione, ma è il mezzo guscio d’uovo sulla testa – bianco! – a generare dilemmi socio-ovo-filosofico-ontologici…).

  3. Che dire……..le deiezioni umanoidi sorosiane e merdosamente comuniste sono tali in ogni dove……..la droga africana sta mietendo vittime in ogni dove……..pure la povera, innocente ed innocua Pippi ne soffre,siamo vittime di una volontà di annientamento della razza bianca studiata e pianificata da menti deviate e drogate…………ma il White Power è duro a morire………. auguroni.

  4. Gli scandinavi ormai sono scoppiati: tra multirazzialità imposta, premi nobel, super-redditi di cittadinanza, sensi di colpa etnico-culturali e politicamente corretto portato all’esasperazione. Mi dispiace dirlo, e in qualche modo mi dispiace tradire la mia sensibilità indo-aria, ma agli strampalati scandinavi odierni preferisco un arabo tradizionalista, e ho detto tutto…