Roma, 8 gen – Tra le immagini dell’occupazione del Congresso americano che più rimarranno impresse nella nostra memoria c’è sicuramente quella del sostenitore di Trump che, sorridente come un bambino in gita, si porta sottobraccio il podio utilizzato da Nancy Pelosi come «souvenir» della giornata, dopo averlo sottratto dalla Camera dei rappresentanti. La foto ha fatto il giro del mondo, diventando uno dei tanti simboli della protesta.

Qual è l’identità del “ladro di leggii”?

I sostenitori di una o dell’altra fazione – pro-Trump e anti-Trump – stanno in queste ore perdendo il sonno setacciando il web alla ricerca di qualche indizio che possa ricondurre all’identità del manifestante che, sguardo sbarazzino e cappello con ponpon e scritta «Trump», si trascinava il leggio della Pelosi sotto il braccio.

Il podio della Pelosi finisce su eBay

Ma la popolarità di questa immagine si è protratta ulteriormente nelle ore successive ai fatti di Washington: secondo quanto riferisce TgCom24, infatti, all’indomani dei disordini, sul sito di aste eBay è comparsa una inserzione per Podio del presidente della Camera dei rappresentanti. L’oggetto, non c’è nemmeno bisogno di dirlo, ha ricevuto 167 offerte culminate in un’offerta vincente di quasi 100mila dollari. La piattaforma ha però provveduto a rimuovere l’annuncio prima della chiusura definitiva della vendita. Tutto quello che rimane dell’inserzione sono alcuni screenshots che stanno circolando in rete nelle ultime ore.

E’ lui o non è lui?

Difficile dire se il venditore sia effettivamente il nostro uomo – ancora non si sa se il manifestante sia effettivamente riuscito a uscire indenne dal Campidoglio e portarsi a casa il podio della Pelosi – oppure si tratti semplicemente dello scherzo di un buontempone, che ha voluto celebrare il momento e cavalcare l’onda lunga dei meme sull’occupazione di Capitol Hill. Così, for the Lulz, per il gusto del divertimento comico personale. 

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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