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Cracovia, 29 ott – E’ guerra in Polonia tra antifascisti/attivisti Lgbt e nazionalisti/ultras. Da giorni la nazione è travolta dalle proteste sorte in seguito a una sentenza della corte costituzionale che ha reso illegale l’aborto eugenetico (cioè il ricorso a interruzione volontaria di gravidanza nel caso in cui il feto sia malformato o soffra di gravi patologie congenite). Nonostante l’aborto seguiterà ad essere consentito nel caso in cui la gravidanza è frutto di stupro, incesto, o potrebbe mettere in pericolo la vita della madre, da giorni si susseguono incessantemente le azioni di disturbo di migliaia di attivisti Lgbt – a loro volta sottoinsieme delle frange più violente dell’estrema sinistra nazionale, che si radunano davanti alle chiese ostacolando l’entrata dei fedeli, dissacrano le funzioni religiose o vandalizzano luoghi e monumenti di interesse cattolico.

Un fenomeno che ha provocato la reazione di migliaia di nazionalisti polacchi, supportati dagli ultras calcistici, contro quello che viene vista – a ragione – come un attacco dei valori fondanti della nazione polacca. Vengono segnalati scontri da Danzica a Cracovia, anche se Varsavia rimane il centro dei disordini. E in ognuna di queste città gruppi di contro manifestanti si organizzano a difesa dei luoghi di culto cattolici impedendo agli antifascisti di avvicinarsi (vedi galleria fotografica più sotto). Nel video, diventato virale negli ultimi giorni, viene immortalata una folla di dimostranti Lgbt nell’atto di avvicinarsi, presumibilmente per attaccarla, alla chiesa di sant’Alessandro di Varsavia. Ma ad attenderli vi è un drappello di militanti nazionalisti che provoca la fuga scomposta degli antagonisti, i quali si sparpagliano nella direzione opposta dalla quale erano arrivati.

 

Cristina Gauri

 

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4 Commenti

  1. Quanto ho riso! Antifa codardi come i loro nonni.
    Grazie, Fratelli polacchi, spero di poter fare qualcosa anche io nel mio paese, qualora succedano le stesse cose.

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