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Milano, 28 ottobre – Difficile non parlare di lavoro in questi tempi di crisi economica e distruzione del tessuto produttivo. Altaforte Edizioni, la casa editrice sovranista, ha voluto farlo con un libro sulla Carta del Lavoro, in uscita sabato 7 novembre, documento fondamentale dello stato corporativo fascista.

La portata rivoluzionaria della Carta del Lavoro

Il titolo, “Civiltà del Lavoro“, non lascia spazio a dubbi sulla tesi degli autori che, nell’analisi del testo normativo, mettono in luce quella che fu una vera e propria rivoluzione che diete vita a una nuova organizzazione dello Stato. La Carta del Lavoro, per sua natura e per i suoi contenuti, rappresenta un documento essenziale per comprendere l’architettura del fascismo. Trattato fondamentale dei principi della Nazione italiana, contribuì all’introduzione di istituti innovativi, pur rimanendo controverso il suo inquadramento dal punto di vista giuridico. Il dibattito che animò fu vivace e a tratti infuocato coinvolgendo intellettuali del calibro di Rocco, Bottai, Spirito, Gentile e Panunzio. Il volume analizza la sua storia, le sue origini e la sua collocazione nel panorama politico, culturale e giuridico del Novecento rimarcandone l’attualità del suo messaggio.

Con la prefazione di Augusto Sinagra, il testo, proprio in un periodo in cui il diritto al lavoro sembra venire meno, riapre scenari di riflessione e discussione che ritornano nel dibattito politico dei giorni nostri.

Lorenzo Cafarchio

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