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Roma, 29 ott – L’indiscrezione di Dagospia è stata confermata: Rocco Siffredi è positivo al coronavirus. Oltre al porno-attore hanno contratto il Covid-19 anche la moglie Rosa, i figli Lorenzo e Leonardo, l’autista e la donna delle pulizie. Un vero focolaio quello scoppiato in casa Siffredi, che ora si trova in Ungheria ed è ovviamente in quarantena. Rocco, però, non è stato contagiato nel Paese originario della moglie, bensì proprio in Italia, e più specificamente a Roma. E di mezzo c’è stato un test sierologico risultato negativo e che ha mandato su tutte le furie il porno-attore.

Contro i test rapidi

«I test rapidi per rilevare il Covid-19, anche se costosi e comprati in farmacia, sono inutili e dannosi. State attenti, non fidatevi»: è questo il messaggio lanciato a tutti da Rocco Siffredi, che ha raccontato di aver fatto a Roma questi test a livello precauzionale, prima di rientrare in Ungheria. «Siamo partiti da Budapest negativi al 100%. Avevamo fatto i test molecolari. Sono andato a Roma con mia moglie per incontri legati al film sulla mia vita, un biopic a puntate in fase di scrittura che dovrebbe uscire nel 2022 e per il quale abbiamo individuato il protagonista», ha proseguito Rocco. Che ha poi aggiunto: «Per evitare di dover fare la quarantena al ritorno, come imposto in Ungheria, con tanto di visite a casa della polizia, ci siamo fatti fare un invito “business” grazie al quale è possibile muoversi con libertà». Ma, al ritorno a Budapest, ecco che sono iniziati i problemi: «Io e mia moglie abbiamo iniziato ad avere sintomi influenzali e siamo rimasti in casa. Per ben due volte i test comprati in Italia hanno dato esito negativo».

L’accusa di Rocco Siffredi

Insomma, Rocco Siffredi è furioso: «Io e mia moglie siamo stati attenti. Il nostro hotel a Roma era semi vuoto ma i mezzi pubblici erano affollatissimi. L’ultima sera al ristorante eravamo seduti e distanziati. ma ci siamo distratti e lasciati andare a qualche stretta di mano di troppo. C’erano alcuni colleghi attori, non del cinema porno. Una persona che era lì ci ha poi chiamati comunicandoci la positività al Covid di uno di loro». Nonostante la negatività emersa dai due test, una volta a Budapest «sono apparsi i primi sintomi con un po’ di febbre e di tosse. Abbiamo fatto un primo test, da Roma ci hanno detto di ripeterlo, sempre con una goccia di sangue: negativo. Soprattutto mia moglie stava ancora male». Di qui l’accusa di Rocco: «È sbagliatissimo mettere in circolazione test fai da te, un business dannoso. Bisogna fare solo test molecolari. L’altra cosa che non va sono i mezzi di trasporto. A Parigi in aeroporto ci siamo trovati con migliaia di persone addosso».

Vittoria Fiore

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