Roma, 29 giu – Iniziamo analizzando i dati riportati da IOM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) e da Missing Migrants sugli arrivi di migranti in Italia e Spagna.

Appare subito chiaro, che se gli sbarchi di immigrati in Italia si sono drasticamente ridotti passando dai 72.994 del 2017 ai 16.394 del 2018 (considerando il periodo compreso dal 1 gennaio al 24 giugno dei rispettivi anni), in Spagna gli arrivi si sono triplicati dai 4.161 del 2017 (fino al 31 maggio) ai 13.461 del 2018.

Nel mese di giugno (fino al 24) la rotta del Mediterraneo ovest ha portato in Spagna 5.300 migranti contro i 2.964 arrivati in Italia nel medesimo periodo. Questa anomalia è stata ovviamente causata dalla chiusura dei porti alle Ong voluta dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha portato i trafficanti a smistare i clandestini provenienti dal deserto verso la rotta terrestre algerina e marocchina, e di conseguenza verso il Mediterraneo ovest.

Lo stesso si può dire per l’incidenza delle morti sulle partenze: scorporando i dati di Missing Migrants per analizzare singolarmente le due rotte, l’Italia, anche grazie all’impegno della Guardia Costiera Libica, nel 2018 si attesta sull’1,2% (morti/tentativi di partenze) in netta diminuzione rispetto al 2,6% del 2017, mentre la Spagna registra un 2,1%. Questo indica un’attuale pericolosità superiore del Mediterraneo ovest rispetto a quello centrale (Libia).

Il Premier spagnolo, Pedro Sanchez, che da una parte ha dimostrato così tanta umanità verso i migranti riguardo al caso Aquarius aprendo il porto di Valencia, mentre dall’altra si è scagliato contro la disumanità del ministro Salvini e delle proposte in tema immigrazione presentate da Giuseppe Conte a Bruxelles, sarà certamente rincuorato dal sostanziale spostamento della rotta migratoria verso la sua Spagna così accogliente.

Una questione rimane però ancora aperta: perché la Ong spagnola Proactiva Open Arms non si dedica alle operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo ovest, aiutando la propria Guardia Costiera di bandiera in chiaro affanno? Non si capisce il motivo dell’ostinazione dimostrata dalla ONG spagnola nel pattugliare con le sue due navi, Open Arms e Astral, la zona SAR della Libia, per giunta ora ufficialmente di competenza della Guardia Costiera Libica dopo il riconoscimento dell’IMO (International Maritime Organization), e dopo aver perso Malta come porto logistico per i rifornimenti e cambi di equipaggio.

Quotidianamente il bagnino fondatore di Proactiva Open Arms, Oscar Camps, si scaglia contro l’Italia e le decisioni del nostro Governo a proposito della chiusura dei porti e degli accordi con la Libia; ovviamente lo stesso non ha fatto in merito ai respingimenti a Ceuta e Melilla fatta dalla sua Spagna.

Forse la Spagna di Sanchez preferisce che le ONG rimangano davanti alla Libia, così da poter traghettare i migranti nella solita Italia?

di Francesca Totolo
1 Dossier Missing Migrants Mediterraneo: http://missingmigrants.iom.int/region/mediterranean
2 La Libia ora è un porto sicuro le Ong non hanno più scuse https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/libia-adesso-porto-sicuro-ong-non-hanno-piu-scuse-88405/
3 Malta vieta l’ingresso alle Ong: fine del business scafista https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/ora-malta-vieta-lingresso-alle-ong-fine-del-business-scafista-88043/

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