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Da Praga al Grande Fratello: l’assurda ondata del femminismo bigotto

by La Redazione
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tomas-koubekRoma, 5 ottobre- Cos’hanno in comune il Grande Fratello Vip e lo Sparta Praga, nota squadra ceca capace di battere l’Inter la settimana scorsa? La risposta sembra facile e scontata, ma non lo è affatto. Infatti, per rimanere in tema di programmi televisivi inutili, la risposta corretta ha a che fare con quel femminismo ipocrita ad orologeria tanto caro a gente come la Boldrini.

Ma andiamo ai fatti. Durante la partita fra la squadra della capitale ceca ed il Brno, uno dei due assistenti di linea, la signora Ratajova, non segnala un fuorigioco in seguito al quale lo Sparta Praga si vede raggiungere a pochi minuti dal fischio finale, mandando su tutte le furie il portiere granata Koubek che usa una frase, a detta dei boldriniani locali, gravissima, e ripetuta sui social dal compagno di squadra Vacha. In poche parole l’hanno invitata ad andare a cucinare. Per questa gravissima ingiuria, o presunta tale, l’estremo difensore e Lukas Vacha (centrocampista assente per infortunio, ma che aveva ribadito il medesimo concetto su Twitter) sono stati invitati dal club ad allenarsi con la squadra femminile dello Sparta affinché si rendessero conto “che le donne possono essere bravissime e chiaramente non solo in cucina”.

Poche ore dopo i fatti della Repubblica Ceca, in terra italiana, il pugile Clemente Russo, durante una chiacchierata con l’ex calciatore Stefano Bettarini a proposito di un presunto tradimento da parte dell’ex moglie Simona Ventura, si schierava in sua difesa sostenendo che, al posto, l’avrebbe eliminata. Frase forte e di cattivo gusto, pronunciata comunque in una trasmissione che sul cattivo gusto si basa, oltre che sul fatto di mostrare quello che si è in totale trasparenza. Salvo poi cacciare coloro che ciò che sono sono lo dimostrano con troppa veracità. Risultato: Clemente Russo cacciato dallo show, inchiesta del ministro di turno (Russo, oltre che pugile, è poliziotto), scuse d’obbligo e, soprattutto, moralismo da quattro soldi in grandi quantità. Chiariamo che invitare una donna a cena è sicuramente meglio che invitarla ad andare a cucinare, men che mai è cosa nobile alludere, sia pur per scherzo o per iperbole retorica, a reazioni violente nei loro confronti, ma questo è un problema di stile, quello che i soliti moralisti bigotti, sempre pronti a tacciare di razzismo, sessismo e quant’altro, dimostrano di non avere.

Giacomo Bianchini 

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