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legacoop-profughiBologna, 6 ott – Lo Stato paga poco e male, spesso in ritardo, il business immigrati non è più tanto un affare e i bilanci vanno in difficoltà? Niente paura, ci pensa la Coop. E Alberto Alberani, presidente di Legacoopsociali Emilia-Romagna, lancia la proposta: accogliere i profughi o sedicenti tali all’interno del programma di servizio civile nazionale.



Le coop della regione hanno un’esposizione sul tema accoglienza che ormai supera il milione di euro. “Se non gira in fretta, cioè entro due mesi per la chiusura dei bilanci, rischiamo una sofferenza preoccupante”, spiega Alberani, alla evidente ricerca di nuovi canali per alimentare i ricavi. La mucca non si fa più mungere come un tempo? Ecco allora l’idea: facciamo fare ai profughi il servizio civile. Per le cooperative sociali della Lega, ca va sans dire. Una valida alternativa, secondo Alberani, al “volontariato gratis” che si sta sperimentando con scarso successo in molti comuni. Visto l’impegno richiesto – milleduecento ore l’anno per circa dieci mesi, alla cifra di 433,80 € netti ogni trenta giorni, senza straordinari e senza liquidazione – poco però ci manca che sia davvero un’attività volontaria pagata poco e male. A spese nostre, peraltro, dato che i fondi arrivano direttamente dalla presidenza del Consiglio e servono, nella maggior parte dei casi, come ammortizzatore sociale per molti giovani senza lavoro.

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Non bastassero i soldi di Palazzo Chigi, l’alto dirigente cooperativo ha già pronta la soluzione: un ritocco dell’addizionale Irpef oppure destinare le risorse dei contratti integrativi per alimentare il fondo per la non autosufficienza, dal quale poi attingere per i tanti progetti in corso, fra cui appunto quello del mettere al lavoro, sottopagati, i richiedenti asilo. “Dobbiamo pensare – chiosa Alberani – che i profughi non sono un problema ma una risorsa”. Per le tasche delle coop è indubbio, per le nostre un po’ meno.

Nicola Mattei

 
 
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