Roma, 1 dic – “Sui social, l’hashtag #ArruolatiAlPrimato, è schizzato rapidamente tra i “trending topic”, rilanciato, tra gli altri, da Nina Moric”. Apriti cielo, spalancati Repubblica. Il quotidiano più radical chic d’Italia è spaventato dalle tendenze social, alla ricerca del trend perduto. Ecco allora il piagnisteo cotto e mangiato, con oggetto del pianto smodato la nostra testata.

Per il giornale fondato da Eugenio Scalfari, noto ai più per pacatezza e imparzialità, la nostra campagna abbonamenti sarebbe condita da “retorica militare”. Posto che questo significhi davvero qualcosa, quello che a Repubblica sembra proprio non andare giù è ad esempio il nostro utilizzo di un’ “immagine di una statua di un fante della prima guerra mondiale armato di baionetta sullo sfondo di un cielo azzurro terso”. Immagine che per noi è simbolo di onore e identità nazionale, mentre per chi sguazza nel politicamente corretto e punta a screditare l’Italia evidentemente risulta inaccettabile.

Sangue di Enea Ritter

Peccato che al di là del titolone spaventato, il quotidiano renziano non riesca a scrivere più di tanto. Propone semplicemente una carrellata di argomenti da noi trattati, tra questi addirittura temi stranissimi come: esteri, economia, cultura, scienze e tecnologia. Secondo Repubblica semplicemente ci auto-rappresentiamo come “l’alternativa in grande stile a un’informazione di regime sempre più attiva, spietata, spudorata”. In effetti c’è poco da aggiungere, siamo esattamente quello. Ma per chi l’informazione di regime la incarna possiamo capire che risulti difficile digerire chi invece la contrasta.

Eppure c’è poco da lagnarsi, Repubblica dovrebbe gioirne. Sulla carta, e neppure online, non facciamo certo concorrenza, siamo esattamente agli antipodi di chi diffonde un messaggio antinazionale e buonista. Finalmente anche la redazione di Repubblica potrà così gustarsi un’alternativa alla solita narrazione che si pretenda quieta e moderata. A noi le baionette piacciono, è vero. Perché di fronte ad un giornalismo abituato a spalmare miele preferiamo le parole taglienti. Perché alla retorica asservita al potere scegliamo di schierarci con la voglia di riscatto del popolo italiano.

4 Commenti

  1. al di là che Scianca è in assoluto una delle migliori firme del giornalismo italiano,per profondità di pensiero e per essere sempre “sul pezzo” con una precisione da sniper, e questo solo per citare una voce del Primato Nazionale…

    ma quei signori,non si rendono conto ormai di vivere in un mondo parallelo tutto loro,completamente avulso della realtà di ogni giorno ?

    prendiamo ad esempio un Toscani e l’ultima pubblicità “politically correct” in stile Repubblica per il miliardario Benetton, che ha per soggetto-sfondo una di quelle scuole supermultietniche di un quartiere di Milano: per questi straricchi tutta questa diversità sarebbe una risorsa,mentre per i pochissimi genitori italiani una scuola da evitare e far iscrivere i propri figli altrove,e questo solo per citare un episodio che prova una profonda distonia tra mondo reale e mondo onirico,bello soltanto per chi non lo frequenta affatto,o al massimo per qualche -strapagato- scatto fotografico.

  2. Sono dell’idea che il lavoro è anche dignità e tutti ne hanno diritto, ed è per questo che vedrei molto volentieri gli scribi di Repubblica essere assunti in fonderia miniera o catena di montaggio. Si si.

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