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Roma, 9 lug – Leggere il Corriere della Sera in data 8 luglio 2018 appare piuttosto complicato. In particolare l’editoriale firmato da Ernesto Galli della Loggia, “Il compito dei giovani, rifare e ripensare l’Italia”.
A leggere il titolo ci si aspetta una accurata ed approfondita analisi sulla condizione dei giovani oggi in Italia, scoraggiati da una politica che non li pensa e non li include, e da cui deriva, assieme ad un’istruzione inefficace, il loro stato di precarietà. Ci si aspetterebbe, poi, un consiglio, un incoraggiamento a fare di più e fare bene, a risollevare l’Italia dalla stagnazione economica e dall’impotenza politica che hanno caratterizzato i governi degli ultimi anni. Invece si legge una serie di banali constatazioni, seguite da improponibili soluzioni. Della Loggia scrive, a inizio articolo: “Sta innanzitutto scomparendo con rapidità impressionante l’Italia popolosa demograficamente forte, il Paese della folla di giovani e di bambini che molti di noi ancora ricordano. Le statistiche non lasciano dubbi: se l’Italia vuole avere un qualsiasi futuro deve assolutamente trovare il modo di riempire i vuoti prodotti dai figli che diciamo così i nativi non fanno più. In quale modo? A meno che il ministro Salvini non ne avvia scoperto uno alternativo finora sconosciuto, nell’unico modo possibile: l’immigrazione”.
L’analisi di Galli della Loggia è a dir poco inquietante, oltre che incorretta. Immaginare che le centinaia di migliaia, se non milioni, di potenziali cittadini italiani che non nascono siano sostituiti dagli immigrati, usati come sostituto demografico, è ridicolo. In secondo luogo è scorretto perchè elude la seconda alternativa, ovvero la più sensata: stimolare le nascite. A Galli Della Loggia è forse estranea la possibilità di una politica che sostiene le famiglie, che favorisce le nascite e che metta giovani coppie nelle condizioni di potersi permettere un figlio, che dovrebbe essere invece un diritto inalienabile in un paese costituzionalmente fondato sul nucleo sociale naturale della famiglia. E quindi l’editorialista propone che invece che fermare gli sbarchi di migranti economici, essi vengano accolti e perché no, incoraggiati a venire, in modo che, essendo quasi equivalente il numero di italiani che emigrano e di stranieri che immigrano. L’Istat parla di previsioni per cui entro il 2065 il calo potrà raggiungere quota 6,5 milioni che, secondo il Corriere, accompagnato da Boldrini e Saviano vari, dovrà essere colmato da stranieri che non conoscono la nostra cultura, le nostre tradizioni e né saranno incoraggiati a farlo.
Un Paese serio – e non c’è nulla di fascista, razzista, nazionalista in questo – favorisce le nascite dei propri cittadini. E, paradossalmente, il vero razzismo sta in chi crede che i migranti non siano esseri umani, ma merce di scambio con cui riempire i cali demografici dovuti alla malapolitica italiana. Allora che fare? Migliorare le politiche economiche e sociali? No, troppo scontato. Deportiamo milioni di persone. Ecco la logica della nuova sinistra mondialista, a firma Ernesto Galli Della Loggia. Auguri Italia.
Dario Dedi



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5 Commenti

  1. c’è un supermarket ove non vado spesso…e appena qualche giorno fa ho notato nelle postazioni cassa,due nuove casse automatiche,ove il cliente scannerizza da solo il materiale e lo paga: tradotto due o forse più posti di lavoro in meno in quel market.
    il futuro offrirà sempre MENO posti di lavoro per tutti e quelli che la tecnologia creerà,saranno sempre meno di quelli che eliminerà per sempre con l’automazione.
    Ergo: in sè e per sè non è assolutamente un dramma che non ci sia crescita demografica con queste premesse; il giovane che con il suo lavoro “mantiene” l’anziano è una semplificazione valida solo e soltanto se il giovane ha un posto di lavoro vero.
    a proposito; avete mai notato che i posti nei quali la qualità della vita è migliore (quindi dalle città alle Nazioni) questi sono caratterizzati sempre da un numero NON elevato di abitanti ?
    ed ancora: non è forse vero che il primo problema dell’Africa sia insito nel fatto che appena 60 anni fa quel continente aveva UN MILIARDO (!) di abitanti di meno e che cresce al ritmo di circa 25 milioni di nuovi nati all’anno ? la crescita demografica in quanto tale non solo non è indice di prosperità economica -ma come nel caso africano- prima causa di povertà.

  2. Speriamo che i pennivendoli che mentono sapendo di mentire un giorno vadano sotto processo per il reato di abuso della credulità popolare. Stessa cosa dovrebbe avvenire a chi seguendo logge massoniche oligarchiche straniere, fà promozione dell’ immigrazionismo e lavora contro il popolo italiano per la conquista definitiva da parte di stranieri del paese.In questo caso il reato è alto tradimento e il codice penale prevede pene dai 5 anni in su’

  3. Ignobile ed indegno delirio di un sinistro, pseudo intellettuale,si vergogni questo ignorante e studi le tabelline……poi vada a lavorare. Traditore.

  4. Sono solo forzature che i basano sul nulla, a forza di dire queste baggianate ci credono anche loro?
    I numeri dicono il contrario…

  5. …perché perderci del tempo, elencando stupidaggini che neanche un demente pronuncerebbe? Ė da un colpo e via…..( mai perdere la mira )

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