Bologna, 6 mar – Le primarie del Pd e la piazza antirazzista di Milano hanno ringalluzzito la sinistra. Complice la crisi del Movimento 5 Stelle ormai quasi raggiunto dai dem nei sondaggi, ieri a DiMartedì su La7 il clima in studio era quello di un malato terminale al quale comunicano la possibilità di una cura sperimentale. A gonfiare gli occhi delle Concita De Gregorio e dei Massimo Giannini di turno anche le parole di Romano Prodi, che in un’intervista che farebbe sembrare incalzante persino Fabio Fazio, ha attaccato il governo e rilanciato il modello dell’Ulivo (brividi).

Prodi rilancia il “modello Ulivo”

“Serve uno schema più inclusivo”, dice sicuro il professore intercettato al ritorno dal seggio bolognese delle primarie Pd. “Come l’Ulivo”?, domanda subito l’intervistatore. Prodi gongola e con il consueto tono pretesco risponde: “Il nome non è più di moda ma l’idea era quella. Bisogna mettere insieme chi si riconosce nel riformismo. Una sinistra moderata“. Alla domanda se lo schema inclusivo del centrosinistra moderato debba coinvolgere anche Matteo Renzi, Prodi preferisce nicchiare. “Inclusivo vuol dire inclusivo. Ma bisogna fare gioco di squadra, parlare con sindacati, produttori, associazioni etc”.

L’attacco al governo “razzista”

Tra una domanda sul Pd e l’altra, l’inviato di La7 sembra più interessato ad estorcere qualche battuta tranchant sul governo e Matteo Salvini in particolare, che starebbe instaurando in Italia un regime totalitario basato sull’odio per il diverso. Il “mortadella” non si sottrae allo schemino: “Il governo ha acuito le tensioni razziali e sociali. Ma troppe tensioni stancano”, ammonisce Prodi, che alla domanda diretta sul fatto se Salvini sia razzista o meno risponde: “Sì, nel senso che quando dici noi siamo diversi dagli altri dici anche questo, noi parte di mondo grande cultura grande civiltà costruire con cultura e non con l’odio”.

L’uomo che liquidò l’Iri non risparmia nemmeno i pentastellati, attaccati sul consueto terreno della poca competenza. “Dovrebbero studiare un po’ di più. Potrebbe sembrare snob, ma le dico che studiare serve”. Insomma alla fine la sinistra riparte dal “nuovo D’Alema” Nicola Zingaretti, dalla manifestazione con i numeri gonfiati di Milano e “lo schema Ulivo” di Prodi. Gli ingredienti per un progetto vincente ci sono tutti.

Davide Di Stefano

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4 Commenti

  1. Ignobile comunista, parassita, codardo ed anti italiano…………parla e straparla ancora il liquidatore di interi settori dell’industria italiana……..pur di mantenere la casta burocrate cattocomunista ha messo a 90 gradi il futuro di milioni di italiani……… si vergogni.

  2. Servo del Bilderberg. Venduto in cambio di prebende e incarichi, come tutti questi burattini di sinistra che abbiamo in Europa e in Italia. Schifo totale

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