Carrara, 23 ago – E’ salito sulla vetta del Monte Sagro, sulle Alpi Apuane, e ha sventolato una bandiera della Rsi. Il gesto di un professore di una scuola superiore di Massa non è piaciuto ai soliti antifascisti pronti a spulciare i meandri di Facebook pur di trovare un appiglio qualunque per indignarsi e piagnucolare. Ecco allora che la foto, pubblicata sul gruppo Fb “Carrara-Non abbandonare la città”, ha scatenato la solita ridda di polemiche pretestuose. Serie di insulti e al contempo appelli alla Costituzione, sempre citata a sproposito in questi casi. L’Anpi ovviamente non ha perso tempo per invocare la forca, nel caso specifico da usare democraticamente così: allontanamento dell’insegnante dalla scuola.

Manfredo Bianchi, professore e già candidato al consiglio comunale di Carrara con Fdi, si è difeso: “Non ho commesso nessun reato, ho solo espresso la mia opinione e non ho mai pensato di collegare quel gesto a questo drammatico evento”. L’evento evocato dagli accusatori di Bianchi è la strage di Vinca, dove il 24 agosto 1944 vennero uccisero 173 persone dai soldati tedeschi. Proprio dalla cima del Monte Sagro sarebbero partiti i primi colpi sparati dai tedeschi. E’ scoppiata una bufera contro il professore, accusato di aver evocato quel fatto di settanta anni fa.

L’insegnante però si è difeso, specificando a Repubblica quali erano le sue reali intenzioni: “La mia è stata una polemica verso la proposta di legge Fiano-Boldrini – ha detto Bianchi – che ritengo grottesca, liberticida e incostituzionale ma ho avuto anche un intento più ambizioso, di carattere eminentemente storico: due settimane prima dei fatti, innalzai la bandiera italiana sulla croce del Sagro, per rappresentare l’unità nazionale, poi ho fatto sventolare la bandiera della Rsi per sottolineare che una vera unità nazionale si potrà conseguire solo quando verrà data la giusta dignità alla ragione dei vinti”.

Le solite reazioni antifasciste però non si sono limitate all’indignazione e al far notare presunti reati che il professore avrebbe commesso sventolando una bandiera storica. Come sovente capita sono passati alle minacce dirette, non solo su Facebook: “Un anarchico ha minacciato i gestori di non servirmi il caffè – ha dichiarato Bianchi – perché altrimenti sarebbero stati considerati complici e fascisti”.

Alessandro Della Guglia

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