Roma, 16 gen – Salvatore Baiardo “anticipa” l’arresto di Matteo Messina Denaro, in uno speciale andato in onda su La7 nel novembre dello scorso anno, meno di tre mesi fa. Non lo fa esprimendo considerazioni troppo generiche, quanto meno se raffrontate ad una sua precedente intervista rilasciata a Massimo Giletti l’anno precedente, nel 2021.

Baiardo su Messina Denaro: “È malato, potrebbe essere arrivato il momento dell’arresto”

Baiardo, dunque, racconta nello speciale di Non è l’Arena, di credere che l’arresto di Messina Denaro sarebbe avvenuto a breve. Niente di certo, sia chiaro. L’uomo racconta della malattia del boss e della necessità dei fratelli Graviano di “salvarsi” dall’ergastolo ostativo: “L’unica speranza dei Graviano è che venga abrogato l’ergastolo ostativo”. Poi la dichiarazione choc sull’esecutivo appena insediato e sul boss latitante: “Che arrivi un regalino?…Che magari presumiamo che un Matteo Messina Denaro sia molto malato e faccia una trattativa per consegnarsi lui stesso per fare un arresto clamoroso?”. Uno “scambio” tra Denaro e i fratelli Graviano? Non lo sapremo, probabilmente, mai.

Una opinione qualificata: un anno prima si era espresso con incertezza

Baiardo è stato per anni uomo di fiducia dei fratell Filippo e Giuseppe Graviano, mafiosi noti per la condanna ad essere stati i mandanti dell’omicidio di Padre Pino Puglisi, storico sacerdote in lotta contro Cosa Nostra. Le dichiarazioni che rilascia a Giletti non sono da prendere sottogamba perché, anzitutto, non hanno il manto dell’arroganza di chi si vanta di “sapere tutto”, anzi. In un passaggio finale del dialogo con il giornalista, Graviano sottolinea in modo netto che si tratta di rivelazioni sconvolgenti solo “se il fatto si avvererà, se non succede la gente dirà che ho raccontato un’altra fesseria”. Un anno prima, in uno speciale sempre condotto da Giletti intitolato “Abbattiamoli”, il collaboratore dei Graviano aveva parlato in modo molto più generico: “Quando allo Stato farà comodo, arresterà Messina Denaro”. Nell’ultima intervista risalente a novembre scorso, invece, esprime in modo netto un parere specifico, che suona come un’opinione qualifica: “Forse quel momento è arrivato”. Per non parlare del passaggio in cui, alla domanda “Quando dovrebbe avvenire questo arresto?”, Baiardo risponde: “Giletti, ci sono delle date che parlano“. Totò Riina venne arrestato il 15 gennaio del 1993. Oggi è il 16 gennaio 2023. Per carià, con il complottismo spicciolo si fa poco. Ma è impossibile non notare la curiosa concordanza quasi totale, nonché la coincidenza abbastanza clamorosa.

Stelio Fergola

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