Roma, 12 nov – A Vicenza si dipinge una trama horror della peggiore specie, resa ancora più estrema nei dettagli, quelli di uno studente viene accoltellato per un motivo che rende ancora più drammatica la vicenda. Un atto di violenza inaudito, diverso da altre situazioni che abbiamo avuto modo di documentare. Ma dovuto a un motivo ancora più inaudito e, per di più, nascosto per diverso tempo.



Lo studente accoltellato a Vicenza

È L’Arena a narrare di questa storia ai limiti del grottesco, oltre che del terribile. L’autore del folle gesto, un compagno di scuola, aveva incontrato la presunta vittima in bagno, spingendolo all’interno della toilette e, infine, attaccato. Di fronte alla reazione del ragazzo, con un taglierino lo aveva ferito su un braccio: “Guai a te se parli, la prossima volta ti andrà peggio” sarebbe stata la frase proferita dallo studente aggressore. La vicenda risale a 4 anni fa: l’aggressore, oggi 21enne, all’epoca aveva 17 anni. Ora dovrà affrontare il processo per rispondere di lesioni aggravate e minacce.

“Non passava il compito”

“Non ha passato il compito”. La causa che ha portato all’aggressione dunque risiederebbe nel fatto che il compagno di classe, di un anno più piccolo, non gli aveva passato il compito durante un esame in classe. La questura aveva ricostruito la vicenda a diverse settimane di distanza. La presunta vittima si era spaventata e non aveva voluto informare i professori né tanto meno i dirigenti scolastici, del tutto estranei ai fatti. Il ragazzo non ne fece parola con nessuno e non chiese aiuto. Si pulì la ferita, cercando di tamponarla con carta igienica: la lesione, comnunque, era superficiale. Era tornato in aula come se nulla fosse successo.

Nel pomeriggio, infine, la confessione ai genitori, che per sicurezza maggiore lo avevano portato in ospedale.La prognosi era stata abbastanza leggera: sarebbe guarito in meno di una settimana. Mamma e papà avrebbero voluto subito denunciare, ma il figlio si sarebbe opposto, preoccupato di una possibile “vendetta” da parte dello studende aggressore, a quanto pare non nuovo a questo tipo di comportamenti violenti. A Vicenza lo studente accoltellato sarebbe stato “preso” da parte dall’aggressore, il quale gli avrebbe intimato di dargli una mano con il compito. La risposta – che fu negativa perché la presunta vittima temeva di poter essere scoperto dai professori – avrebbe portato poi l’aggressore ad attendere il momento giusto per agire.

Alberto Celletti

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