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Roma, 27 – La recente elezione di Marcello Foa a presidente della Rai ha scatenato una selva di reazioni scomposte a sinistra. Nel coro degli indignati si distingue la voce di Christian Raimo, direttore di Internazionale. Su Facebook ha così commentato l’elezione: «Marcello Foa è il nuovo presidente della Rai. Conosco per nome e cognome almeno mille, duemila persone clamorosamente più preparate, più qualificate di lui. Ragazzi di trent’anni, di venticinque, precari storici della Rai, freelance postuniversitari di ogni sesso età nazionalità credo politico». Qui Raimo ritira fuori un cavallo di battaglia tipico della sinistra «stracciona» da centro sociale: quello dei precari, dei dimenticati, dei gggiovani, dei «diversi». In pratica, Raimo vorrebbe come presidente Rai un precario che, magari, a Saxa Rubra si è distinto per aver portato magnificamente il caffè. E per ricompensa non si merita forse la presidenza?
Ad ogni modo, per Raimo è chiaro di chi è la colpa: «Ma questo è il potere oggi: incompetente fino alla caricatura di se stesso, arrogante con tratti fascistoidi, becero, maschilista, arroccato, vetusto, antiestetico, ridicolo, retrogrado, vile, residuale». Per il direttore di Internazionale, Foa sarebbe dunque l’uomo mandato dal governo populista a silenziare il dissenso della società civile e a imporre un’agenda fatta di arroganza e oscurantismo. Esatto, stiamo parlando di una voce (quella di Raimo) appartenente alla stessa sinistra che, per anni, ha cannibalizzato la televisione di Stato. Che ha imposto format faziosi, che ha spesso eliminato il contraddittorio (vedi i monologhi di Saviano) e ha tentato di ripescare conduttori vecchi e bolliti (tipo Santoro) pur di non lasciar spazio ai precari e ai gggiovani di cui parlava sopra Raimo.

Il direttore di Internazionale, comunque, non si dà per vinto e disseppellisce l’ascia di guerra: «Oggi non c’è opposizione capace di arginarlo. Ma presto, sono convinto, arriverà non l’opposizione, non la critica, non il contrasto, non il conflitto. Presto arriverà la vendetta e sarà spietata». In sostanza, Raimo ci sta promettendo una futura cannibalizzazione della Rai ancora più decisa di quanto non sia stata fino ad adesso. Un fulgido esempio di democrazia, pluralismo e imparzialità, non c’è che dire.
Elena Sempione

7 Commenti

  1. dopo aver visto il viso di tal Raino (non proprio un modello di Armani) giuro che alla definizione di “ANTIESTETICO” non sono proprio più riuscito a proseguire nella lettura…

  2. Ma chi è questo vigliacco…….. questo essere che si nasconde dietro il parafulmine comunistoide………sparla e straparla poiché sa a priori che nessun giudice lo toccherà o nessun pseudo giornale lo contrastera’ …….. cosa sarebbe successo se Salvini avesse scritto lo stesso di gentilone,minnito o la boldrina…….. auguroni. Questa sinistra è allo sbando per cui ancora più pericolosa……… minacce e insulti,poi armi e omicidi alle spalle…….la storia si ripete,con la piccola eccezione che di patrioti coraggiosi oggi ve ne sono molti…….. consapevoli e preparati.

  3. Un tempo la rivista Internazionale, schierata (a sinistra) , aveva il merito di cercare di indagare nelle situazioni problematiche del mondo, di dare qualche ascolto ai paesi poveri ed a popolazioni schiacciate dalle multinazionali americane. Un tempo. Ora questa pseudo rivista se deve schierarsi non esita ad entrare nella nuova tribuna di Benetton e simili. Da usare come pavimento nella gabbia dei canarini.

  4. Delirante,assurdo qui si arriva addirittura alle minacce e nessuno dice nulla? PEr il resto spero che con Fora la Rai inizi finalmente a funzionare come una vera azienda! Basta a raccomandati strapagati e programmi faziosi

  5. A parte la “magistrale” dimostrazione di democrazia e dialettica, che già l’autrice dell’articolo ha opportunamente evidenziato (“Presto arriverà la vendetta e sarà spietata”), Raimo s’dimenticato di ricordare che Foa è pure affetto da scabbia, psoriasi e ha un alito pestilenziale…
    Marcello Foa compare tuttora alla carica di Vice-Presidente della Associazione Asimmetrie, fondata da Alberto Bagnai (e credo da Foa medesimo, tra gli altri), e costituita per promuovere la ricerca, il dibattito e la proposta politica sulle asimmetrie economiche; tra i componenti il comitato scientifico si elencano i nomi degli economisti Sergio Cesaratto, Jacques Sapir e Vladimiro Giacché (che proprio proprio “fascistoidi” non sono…), accanto a quelli di Paolo Savona, Cesare Pozzi, Brigitte Granville, Claudio Borghi e del giurista Luciano Barra Caracciolo: un variegato eterogeneo assortimento che mostra d’essere davvero ideale per l’esercizio della palese e conclamata arroganza di Foa e delle sue pretese dittatoriali… (ma soprattutto per il suo denunciato inestetismo).

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