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Ravenna, 18 apr – Verrà inaugurata oggi alle 18:30 presso il Salone dei Mosaici di Ravenna la mostra fotografica “Colonie”, di Lorenzo Mini. Il fotografo di Cesenatico con le sue immagini offre uno sguardo contemporaneo sulle colonie marine di epoca fascista. Costruite con scopi terapeutici e ludici, le colonie rappresentarono l’inizio del “mare per tutti”. A beneficiarne furono in particolare i bambini figli di operai che affollavano le città e non potevano permettersi una vacanza estiva.
Gli scatti di Mini immortalano gli edifici, esempi mirabili di architettura razionalista, oggi nella maggior parte dei casi abbandonati. Architettura e urbanistica divengono il prolungamento dell’etica, della sociologia, della politica”, scrisse Le Corbusier. Le colonie estive unirono la straordinarietà architettonica di quei tempi all’utilità sociale. Progetti di formazione, promozione dell’attività fisica, possibilità di godersi le vacanze in luoghi piacevoli pur senza avere sulla carta la possibilità economica per farlo. Il fascismo non lasciò nulla al caso, neppure il colore degli edifici. La prevalenza del bianco nelle costruzioni come elemento e valore simbolico, per garantire anche alla vista ampi spazi comuni e al contempo per evitare di rovinare il paesaggio circostante.
Ma soprattutto questi istituti offrivano semplicità strutturale che rendeva orgogliosi tutti, nessuno escluso, di far parte di una nazione che guardava i suoi figli più svantaggiati con gli stessi occhi con cui guardava i più fortunati. Attraverso le foto di Mini vengono così restituite le luci e le bellezze di allora e al contempo la desolazione e la solitudine attuale. L’iniziativa è curata dall’Associazione Culturale Tessere del 900. Dopo la presentazione della mostra e del libro che la accompagna, l’Architetto Massimo Bottini di Italia Nostra parlerà delle Colonie Marine come luogo identitario della riviera romagnola.
Eugenio Palazzini



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