Roma, 11 mar – Un “Recovery di guerra”? Questa la proposta del presidente francese Emmanuel Macron, riportata dall’Ansa di oggi.

Recovery di guerra, la proposta del presidente francese

Dalle macerie in corso nella guerra ucraina il presidente Macron trae una proposta per un’Europa diversa, a suo dire. Nella fattispecie, un’Europa che partorisca un “Recovery di guerra”, un piano che è stato comunicato ai 27 leader europei nella Reggia di Versailles. “Dobbiamo prendere decisioni. Oggi ci saranno discussioni strategiche, poi saranno seguite dai fatti nelle prossime settimane”, ha dichiarato. “L’Ue cambierà più con la guerra che con la pandemia”, è il titolo del piano proposto.

Per rimodulare i rapporti tra i membri nel contesto di una guerra in cui l’Ue è attore del tutto secondario. E vittima di una crisi energetica che potrebbe essere mortale. Proprio sull’energia ci concentrano i dibattiti nei pressi del castello di Luigi XIV. Ma si parla anche di ulteriori strette sulle sanzioni. Insomma, un bel pantano. Al Consiglio europeo di marzo si parlerà di autonomia energetica. A maggio un altro ummit straordinario, al quale Macron spera di presentarsi come vincitore delle elezioni di aprile.

Tre pilastri in oggetto: capacità di difesa rafforzata, indipendenza e futuro economico più solidi. Ursula von der Leyen si è presenta a Versailles con delle slide che trattano del pacchetto energetico della Commissione, che prevede anche un possibile tetto emergenziale ai prezzi energetici e gli stock comuni. Quanto agli obiettivi di lungo periodo, si parlerà di uscire  dalla dipensenza energetica da Mosca entro il 2027. Gli strumenti? Ancora nessun dettaglio. C’è chi parla di un fondo ex novo per la nuova emergenza. Ma anche chi, come i tedeschi, non pone neanche la questione in agenda. E i soldi, ci sono? Dalla Commissione, dicono di sì. La chiusura dell’olandese Mark Rutte, in ogni caso, è sintomatica: “Non c’è un secondo Recovery Plan, il primo è irripetibile”. Frattanto, il cancelliere austriaco Karl Nehammer parla di “investimenti comuni necessari”.

“Bilancio comune per difesa comune”

Nehammer ha anche aggiungo che “è stato così per la pandemia e ora stiamo vivendo una guerra”. Concordia sostanziale da parte del premier svedese Magdalena Andersson che ha sì criticato gli eurobond “un alibi per gli Stati per non pagare”, ma anche aggiunto la necessità di “finanziamenti di lungo termine per la difesa”. Il presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola rafforza l’idea: “Usiamo il bilancio comune per attuare la bussola strategica e rendere l’Unione della difesa una realtà”. E sull’Ucraina all’Ue non c’è neanche la prospettiva di una reale unanimità. Ed è lo stesso Macron a non gradirla. In ogni caso, la possibilità che il presidente Volodymyr Zelensky sia invitato ai prossimi Consigli Ue è concreta.

Alberto Celletti

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