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Così il reddito di cittadinanza è andato anche all’ex brigatista rosso

by Elena Sempione
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Roma, 18 apr – Due giorni fa Raimondo Etro, ex brigatista, ha ricevuto la lieta notizia: l’Inps ha accolto la sua richiesta per il reddito di cittadinanza. Romano 62enne, Etro è stato condannato in via definitiva nel 1999 a 20 anni e 6 mesi di carcere. L’accusa? Concorso nel rapimento di Aldo Moro e nella conseguente strage di Via Fani, nonché nell’omicidio del giudice Riccardo Palma. «Il 6 marzo scorso ho fatto domanda alle Poste perché sto affogando, sono un vero povero e devo riconoscere che, dopo aver detto tante cattiverie contro Di Maio e i Cinque Stelle, il reddito per me è una boccata d’ossigeno», ha dichiarato l’ex brigatista al Corriere della Sera.

Nullaosta dell’Inps

Etro racconta: «Sono andato a un Caf della Cgil a chiedere informazioni. Il mio Isee è pari a zero, non sono lavoratore dipendente né autonomo, vivo vendendo libri su eBay, ho una Ford Fusion del 2004 comprata usata. Mia zia Valeria morì nel 2013 e mi lasciò 55 mila euro, la sua polizza sulla vita. Ma pian piano questi soldi sono finiti, perché dopo la separazione nel 2011 vivo da solo in affitto a via della Pisana e pago 850 euro al mese, più le bollette. Sono anche invalido, operato di tumore al rene nel 2012 al San Carlo di Nancy: tra i chirurghi c’era un ex di Ordine Nuovo…». Il timore di non ricevere il reddito di cittadinanza a causa della sua condanna, però, è stato presto spazzato via: «Al Caf mi hanno spiegato che solo chi ha avuto negli ultimi dieci anni una pena definitiva per mafia o terrorismo non può averlo. Infatti, ho parlato con Vito, il mio ex compagno di cella a Rebibbia dal 2002 al 2006, lui col 416bis per camorra: anche Vito ha ricevuto l’sms dall’Inps. Ha avuto il reddito».

Leggi anche: Reddito di cittadinanza, il social media manager Inps sbrocca agli utenti: «Sapete solo farvi i selfie»

Un brigatista salviniano?

Raimondo Etro, comunque, si è dichiarato pentito per il suo passato nelle Br: «La mia vita l’ho buttata al vento, facendo però pagare il prezzo ad altri che non c’entravano niente. Perciò, se ci saranno proteste e il reddito di cittadinanza mi verrà ritirato, pazienza, non mi opporrò. Ho sempre considerato le pene che abbiamo avuto, io e tutti gli altri Br, fin troppo miti». L’ex brigatista spiega inoltre che «prenderò 780 euro, 280 come contributo per l’affitto, il resto per la spesa, potrò prelevare 100 euro al mese, di certo andranno via tutti». Etro che, oltre a essersi ricreduto sui Cinque Stelle, non fa mistero su Facebook delle sue simpatie per Matteo Salvini, si è anche detto più che disposto a lavorare: «Magari! Sono iscritto a un centro per l’impiego dal 2017, ma fino a oggi non mi è arrivata una chiamata. Accetterei di tutto: farei le pulizie, lavorerei in un call center. Ma forse – conclude l’ex brigatista – il lavoro in Italia oggi non c’è».

Elena Sempione

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serena 18 Aprile 2019 - 11:35

Dovrebbe stare all’ergastolo invece gli paghiamo il vitalizio. W l’ItaGlia

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