Roma, 13 dic – Nel Regno Unito c’è addirittura chi vuole usare il seme del marito morto per avere un figlio, come riporta Tgcom24.

Seme del marito morto per avere un figlio: Jade fa causa all’ospedale

Jade e Daniel sono i due protagonisti di questa stramba avventura. Avevano firmato le pratiche per avviare l’inseminazione nel 2019. “Non ci sono prove che il seme dell’uomo fosse per la moglie” è stato uno dei commenti ufficiali del nosocomio. Jade Payne, ancora in vita, vorrebbe usare il seme congelato di Daniel, il marito defunto due anni fa, per avere un figlio. Il seme, conserato al John Radcliffe Hospital di Oxford, non è però utilizzabile. La donna ha iniziato una battaglia legale con la clinica. Da ciò che riporta il Time, Jade afferma che Daniel voleva che la moglie avesse un figlio tramite la fecondazione in vitro. L’uomo aveva donato il suo seme nel 2010, prima di sottoporsi a una cura per il cancro ai testicoli.

Il rifiuto della clinica

La Tfp Oxford Fertility ha opposto un netto rifiuto, al punto da dire a Jade di non farci troppi pensieri, anzi di portare tutto davanti alla Corte Suprema. Il motivo del rifiuto della clinica risiederebbe nella mancanza di documenti, ovvero dell’assenza di firme di Daniel sulle carte necessarie per la donazione del seme. La donna ha così protestato: “È qualcosa che volevamo entrambi, lo stavamo pianificando insieme ma poi è morto prima che ne avessimo l’opportunità”. Jade sostiene che i due stavano per avviare la procedura per l’inseminazione artificiale, poi interrotta dal tumore al cervello che aveva colpito Daniel. La vedova sta raccogliendo lettere da amici e familiari per provare la volontà del defunto.

Pare che l’uomo fosse sicuro di aver incluso la moglie nei documenti discussi, ma dopo la sua morte è emerso il contrario. “Avevamo scelto i nomi per il bambino, parlato di come volevamo la cameretta, quale passeggino comprare, sapevamo perfettamente cosa volevamo”, dice la vedova.

Alberto Celletti

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