Roma, 7 lug – “Il cane è il miglior amico dell’uomo”, recita un detto popolare. Miglior amico, sì: ma non di tutti. È il caso di Speed, Jack Russell diventato un fenomeno a-social (perché socievolissimo non sempre lo è) proprio nelle ultime ore. Certo è scabroso parlare di un “cane razzista” nei tempi iper maturi del politicamente corretto. Ma questo, il nostro Speed non può saperlo: sulla spiaggia di Alassio, ringhia deciso contro neri ed extracomunitari. No: non è il cane di Salvini (come insinuerebbero i buonisti malpensanti) ma l’amico a quattro zampe di uno dei gestori dell’Hotel Milano.
“Un cagnolino che abbaiava contro un ragazzo di colore sulla spiaggia di Alassio, alcuni bagnanti che ridono e applaudono e lo incitano, io che non credo ai miei occhi e li invito a fermarsi. Loro sghignazzano e una signora mi offende pesantemente con i soliti riferimenti sessuali a me e ai migranti”: così racconta, in un post su Facebook, una testimone delle “razziste, canine illazioni”. Sta di fatto che il “terribile Speed” ha raccolto il plauso di moltissimi turisti e bagnanti: cave canem!
“Si, è vero che lui riconosce i negri dall’odore e gli ringhia, ma non ha mai azzannato nessuno. Ovviamente l’hotel accoglie anche clienti di colore. Razzista? Ma come fa un cane a essere razzista? Io? Macchè, è solo che quando vengono i marocchini a vendere Speed li riconosce subito e li manda va”, afferma la proprietaria. Comprensibile indignazione e moral denuncia de “La Repubblica” e affini. In tempi di razzismo più presunto che effettivo, la vicenda del cane di Alassio restituisce il fedele ritratto dello status quo. Parafrasando Pasolini “c’è razzismo in assenza di razzismo”, di quel “nemico immaginario”, chiamato Russell. Il solito, aulico “giornalismo (canino) d’inchiesta”.
Chiara Soldani

7 Commenti

  1. Gradevolissimo e delicatissimo amico a quattro zampe……..la razza canina contro i razzisti e xenofobi pseudo intellettuali sodomiti, ermafroditi e comunistoidi post pd…….notizia eccezionale.

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