Roma, 15 nov – L’Italia si conferma ancora una volta una nazione leader nella ricerca e nello sviluppo di nuove possibilità sotto la guida del Genio italico. Un recente studio dell’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Cnr-In), in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Firenze, ha scoperto un nuovo meccanismo dell’occhio umano, il quale ha dimostrato di funzionare con gli stessi processi di un computer quando osserva qualcosa di sfuggita: i neuroni della corteccia cerebrale, infatti, elaborano le immagini ricevute tramite la visione periferica proprio come farebbe un sistema di videosorveglianza costituito da diverse telecamere, che compensa la scarsa qualità di alcuni dati con altri più affidabili.

L’occhio umano come un computer

La ricerca, eseguita dal gruppo di ricercatori guidati da Guido Marco Chiccini, ha scoperto come i neuroni della corteccia visiva valutano costantemente la qualità delle informazioni che ricevono e compensano le immagini di scarsa qualità proiettandovi sopra quelle adiacenti e più affidabili. La visione periferica del nostro occhio non possiede in modo omogeneo i recettori e risultando così non buona e adeguata, a differenza di quella frontale, dal momento che nella retina i ricettori sono più abbondanti e omogeni, intercettando in modo più ottimale le immagini centrali mentre sono più radi nelle aree periferiche.

Possibili nuovi scenari tecnologici

La vera scoperta e il fatto più sorprendente, sarebbe il fatto che l’occhio umano segua per questi processi delle regole di elaborazione dell’informazione che sono proprie del funzionamento di un computer, andando così a toccare il massimo della potenzialità dal punto di vista teorico. Il risultato di questa ricerca tutta italiana apre le porte ad applicazioni in robotica e sistemi artificiali che fino ad ora non eravamo in grado di pensare.

Andrea Grieco

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