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“Rinnego tutto, tranne le svastiche”. Intervista a Svart Jugend

by La Redazione
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Roma, 5 mar Un senso di ansia e angoscia mi attanaglia il cuore. Il mondo là fuori sembra una pozzanghera melmosa che un buco sotterraneo sta risucchiando in un vortice. Già, c’è un buco nel mondo, qualcosa manca, una necessità che con la sua mancanza sta trascinando tutto dietro di sé. Il senso di angoscia diventa opprimente. L’unico modo per placarlo è consultare la Sua Parola, unico Verbo che può placare i demoni tentacolari che mi stringono le viscere. Apro il sito, digito la formula arcana: svartjugend.
Per Chtulhu e il suo Caos Strisciante! Il sito è vuoto! Sopra di me le stelle percorrono milioni di anni in un attimo e capisco. Il vuoto che sta trascinando il mondo è questo. Il buco è la Sua mancanza. Tre anni ero rimasto senza un Suo post, senza una Sua parola di conforto. Temevo che qualcosa fosse successo, poi il dubbio insinuato anche in una vecchia intervista.

Svart Jugend è morto? No, non è possibile, a stento ho accettato la morte di Pan, della morte di Dio non me ne è fregato poi neanche tanto, ma la voce che ha guardato nell’Abisso informe di Roma Est con i suoi idoli di cemento e sangue, essa non può tacere. Poi all’improvviso un annuncio: Fuori Piove Sangue! La raccolta del Suo Verbo non più in un etere diffuso e volatile, ma finalmente trascritta in un Libro, un nero volume carico del Suo Potere. Vivificato da una nuova consapevolezza, il velo grigio si squarcia. La melma della realtà viene risucchiata ma con essa la prospettiva verrà ribaltata e la pozza che la conteneva farà finalmente posto alla grande Montagna degli Antichi da cui un Nuovo Mondo verrà scolpito. E tutto grazie a Te. Maestro, sei dunque vivo o morto?

Svart Jugend è morto da anni, se ne è andato in silenzio, in segreto quasi, lontano da Roma. Ma come avviene in questi casi, serve un corpo per poter dichiarare il decesso. Adesso abbiamo finalmente la salma e possiamo fare una piccola cerimonia, per pochi intimi, un saluto veloce prima di tornare alle nostre occupazioni.

Maestro, perché un Libro? È finalmente giunto il momento di avere un nostro Necronomicon che possa squarciare il velo e rendere partecipi questi insetti brulicanti che chiamano se stessi “uomini” dell’Abiso senza fine che si estende sotto all’orlo in cui barcollano?

«Fuori piove sangue» è la riconsegna dei resti, una cassetta con quasi tutti i pezzi di Svart Jugend dal 2010. Ho lasciato fuori innumerevoli ripetizioni (sebbene sia comunque più che ripetitivo, ossessivo-compulsivo quasi) ed episodi di attualità ormai dimenticati, ho tagliato, cucito e miscelato, con qualche inedito qua e là. Ho tentato di non barare riscrivendo come anche di non presentare un enorme zibaldone di stronzate. Turni di lavoro massacranti mi hanno fisicamente impedito di scrivere la parola «fine» alla vicenda, quindi procediamo all’inumazione senza ancora avere il referto dell’autopsia.

Il tuo più grande insegnamento è stato quello di rendere vivo l’inferno in cui viviamo, farlo nostro, interiorizzarlo per poter essere la “Nera Gioventù” venuta dalla Curva del Male che possa surfare il Kali Yuga col ghigno di sa tramutare l’inferno in una sfida alle stelle. Pensi ci sia ancora spazio per questa sfida?

No, non penso ci sia spazio per nulla. Svart Jugend è una rivolta contro il mondo moderno attuata però dal mondo moderno con i mezzi del moderno. Un suicidio annunciato, una contraddizione cosciente, sperando sotto sotto che proprio in questo irrazionalismo si potesse trovare una chiave di volta. Ma era abbastanza scontato che non potesse essere così e che Kirillov è solo il più pio dell’intero inferno.

La gente parla di populismo e lobbismo, di destra e sinistra, di capitalismo e socialismo ma tutti dimenticano la vera Grande Guerra Santa che va combattuta in questo mondo: il Bello e l’Estetica contro la bruttezza strisciante. Possiamo ancora vincerla questa guerra?

Se intendiamo Bello ed Estetica come espressioni di aderenza e conformità ad un principio superiore, senza lanciarmi in investigazioni su quale questo principio possa essere, le strade sono aperte. Però tutto quello che hai già lo butti. Non solo ciò che hai oggi, parlo di secoli interi. Non lo rimpiazzi con altro, va tutto al secchio.

Cosa ti spaventa di più? Il fatto che Open scriverà “Fact Checking: non è vero che sta piovendo sangue, le bufale di Svart Jugend”, un articolo di Vice “Abbiamo letto il libro di Svart Jugend infilandoci un dildo in culo e assumendo droghe sintetiche fatte con sostanze legali, ecco cosa è successo” oppure un post su di te di Christian Raimo in cui copia la newsletter di Altaforte e impreca perché non ci sono tue notizie su wikipedia?

Non so, di Svart Jugend rinnego tutto tranne le svastiche, che credo fossero il problema della gente di cui mi parli, quindi ho idea che continueranno a non volermi bene.

Anche se ciò sembra impossibile, là fuori c’è ancora gente che chiede “Cos’è Svart Jugend?”. Dici che è il caso di rispondergli?

Ma certo che gli rispondiamo. Svart Jugend è stata l’ultima sbronza del Novecento, e come tutte le altre bevute una pessima, pessima idea.

È pieno di gente speranzosa per il futuro, convinti che il mondialismo imploderà, che l’America crollerà, che Putin ci salverà, che l’età dell’Oro tornerà. Vuoi lasciare una parola per il futuro affinché queste speranze idiote abbiano finalmente termine?

Andrà tutto sempre peggio e questa condizione non è in alcun modo modificabile o arginabile. Però insomma se un giorno sei libero, c’è bel tempo, ti fai un giro ai Fori Imperiali, non è che diresti che è proprio una merda.

di Antonio Severo

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3 comments

Nerio 7 Marzo 2019 - 3:49

Infiltrato … i figliastri di Kali si possono rintanare nei loro sepolcri brulicanti di … morte.

Reply
Fuori Piove Sangue. | Svart Jugend 11 Marzo 2019 - 1:54

[…] trovi il libro e qui una seriosa […]

Reply
Il problema della destra con gli incel (e la redpill) – I Rami Spogli 22 Ottobre 2020 - 5:05

[…] La cosa divertente poi è che queste son le stesse persone che idolatrano lo stile e i contenuti di Svart Jugend (che oltretutto anch’io personalmente apprezzo), che sulle donne scrive cose ben peggiori. […]

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