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Riti voodoo per costringere minori alla prostituzione: così una nigeriana finisce in manette

by La Redazione
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voodoo prostituzione e immigrazione clandestina

Roma, 14 feb – Utilizzava la minaccia dei riti voodoo per costringere dei minorenni alla prostituzione, la nigeriana fermata in Sicilia, come riportato dalle cronache locali. Ma la cosa non si ferma qui: la donna controllava anche direttamente parte della tratta di immigrazione clandestina proveniente dal suo Paese.

Riti voodoo per costringere alla prostituzione

La minaccia dei riti voodoo era diretta ai cari delle vittime poi costrette alla prostituzione. La donna nigeriana domiciliata a Siracusa portava proprio tutti, anche dei minorenni, verso una strada obbligata di schiavitù. L’arresto conseguente è stato effettuato con accuse piuttosto scontate ancorché gravissime: si parla di tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, con la seria aggravante di aver agito contro ragazzini di minore età. Ma ovviamente, nella lista di infamie figurano anche lo sfruttamento della prostituzione stessa, oltre al favoreggiamento di immigrazione clandestina e ai proventi dell’attività delittuosa.

La donna controllava anche i viaggi dall’Africa

Il rito “Ju-Ju” intimidiva le vittime, e le convinceva a scappare dai centri di accoglienza dove si trovavano dopo essere sbarcate illegalmente. La Direzione distrettuale antimafia di Catania ha avviato le indagini, coordinata dalla Squadra Mobile di Siracusa. Il tutto grazie alla testimonianza di un’altra donna nigeriana che aveva dichiarato di aver intrapreso un viaggio in bus dalla Nigeria alla Libia, prima di imbarcarsi per l’Italia, oltre di aver contratto un debito di trentamila euro “per le spese di viaggio”. Prima di giungere illegalmente sulle nostre coste, era già consapevole di essere destinata al mercato della prostituzione. Insomma, la nigeriana arrestata minacciava ma aveva anche gestito il viaggio di otto ragazze, costringendole poi alla strada. Dalle investigazioni sarebbero emersi anche investimenti immobiliari realizzati in patria, attraverso mediatori che intevenivano impiegando fondi di un sistema bancario non tracciabile.

Alberto Celletti

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