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Roma, 24 lug – Non bastava, alla fiera delle assurdità, il patentino (con annesso albo) per i rom che rovistano nei cassonetti, ora arriva anche il mental coach per quelli che proprio no, a lavorare non ce la fanno proprio. Se le promesse sullo sgombero dei campi rom abusivi si sono sciolte come neve al sole – anzi, sono pure stati stanziati diversi milioni per regalargli le case – il controverso rapporto fra il sindaco di Roma Virginia Raggi e i rom non manca di toccare nuove vette.



L’ultima, come detto, riguarda questa figura del “mental coach”, una sorta di motivatore che andrà nei campi di roulotte a convincere i rom che gestire il business dell’elemosina, rubare nelle case e borseggiare i turisti non è il modo migliore per guadagnarsi da vivere, ma dovranno trovarsi un onesto lavoro.

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L’idea di istituire questa figura, come rivelato dal Messaggero, è presente nel nuovo “Piano Rom” appena licenziato dalla giunta capitolina e nel quale, alla voce “azioni per l’inclusione lavorativa”, spuntano i “mentoring and personal coaches” che dovranno “fornire il supporto adeguato in termini di strumenti e competenze per le prime fasi di avvio delle iniziative imprenditoriali aiutando gli ideatori a fare le scelte giuste in ordine ai processi lavorativi e strategici”.

Tradotto: mandiamo i rom a lezione, motiviamoli e forse la smetteranno di importunare i cittadini romani. Con buona pace dei disoccupati romani, che dovranno invece continuare a fare per conto loro. E magari pagarsi un affitto senza alcun tipo di sostegno, che invece viene stanziato a favore dei rom nello stesso piano: fino a 800 euro al mese per i canoni di locazione. Costo totale del piano? 3,8 milioni di euro, in parte finanziati dall’Unione Europea. Cioè da noi stessi.

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2 Commenti

  1. l’uso delle parole in inglese non solo è l’ultima spiaggia dei falliti,ma spesso ridicolo vezzo di chi l’inglese non lo parla affatto.A volte poi tutte e due le opzioni insieme,vero “job act” ?

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