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Roma, 1 lug – Ormai è chiaro da anni che lo scalo ferroviario di Roma Termini non sia il luogo più pulito e tranquillo della capitale. Chi è costretto a transitare per la stazione e le vie limitrofe, a tarda sera, comprende immediatamente che quella zona è terra di nessuno. La situazione incomincia a degenerare in particolare subito dopo la mezzanotte, quando i militari lasciano la postazione assegnatagli dal comando e la tradizionale fila dei taxi, in Piazza dei Cinquecento, a poco a poco scompare. È in quel momento che il passante o il viaggiatore si trova immerso in un’ambientazione paragonabile alla New York degli anni settanta raccontata da Martin Scorsese nel film Taxi Driver. Nel celebre horror urbano Robert De Niro attraversava in taxi una città putrida, sporca, pericolosa, in mano ad ogni genere di criminalità, ancora lontana dall’epurazione effettuata, successivamente, dal sindaco Rudolph Giuliani.

Superata di qualche minuto la mezzanotte, proprio come nella New York di Taxi Driver, a Termini, come recitava De Niro, vengono fuori gli «animali più strani: prostitute, spacciatori di droga, ladri, mendicanti, scippatori…», centinaia di senza fissa dimora trovano in ogni angolo coperto un riparo. Lungo il marciapiede di via Marsala e di via Giolitti, si sdraiano uno di seguito all’altro, a torso nudo, coperti da cartoni o plaid luridi. Chi di loro è più attrezzato dispone di brandina o di un materasso e dell’immancabile vino cartonato, “prezioso” dissetante nelle notti afose. Anche le vie limitrofe a Termini non sono risparmiate dall’uso accampamento, ad eccezione del sottopasso Turbigo. D’estate, infatti, essendo troppo caldo per dormirci, viene utilizzato sia come ripostiglio gigante per vari oggetti e indumenti, sia come toilette pubblica, come qualcuno dotato di sufficiente olfatto avrà intuito, se costretto per sua sventura a transitarvi.

Una giungla ostile

L’odore nauseabondo, tuttavia, è un po’ il biglietto da visita di tutta la zona, non solo di notte ma anche di giorno. Durante le ore diurne, infatti, complice il caldo, il tanfo che proviene dai marciapiedi, usati come gabinetto, si mescola all’odore delle pietanze cucinate negli innumerevoli bar, tavole calde, “kebabbari” e all’olezzo dei rifiuti ammassati, per giorni, dentro e fuori i cassonetti. «È uno schifo, ma non solo per il degrado che è evidente a tutti. Basta sostare qualche ora fuori la porta e assistere a quello che accade per capire davvero quanto la misura sia ormai colma», queste le sconsolate parole del portiere di notte di uno degli alberghi di via Marsala. Il viaggiatore, italiano o straniero, si ritrova quindi catapultato, non appena sceso dal treno, in una giungla ostile. Durante il giorno, è costretto a farsi largo nella boscaglia composta da mendicanti, accattoni, spacciatori, tassinari abusivi, bande di rom. Proprio queste ultime, tornate in azione, da qualche settimana, a Termini, rappresentato una buona percentuale delle oltre 50 persone fermate soltanto dai carabinieri della compagnia Roma Centro dall’inizio di giugno.

Paura e insicurezza

Si appostano nei pressi delle macchine emettitrici e, fingendo di aiutare i turisti ad acquistare il biglietto per il treno, approfittano della loro buona fede e di un momento di distrazione per derubarli. Durante la notte, invece, le insidie aumentano. Oltre alle prostitute che si muovono per strada in cerca di clienti, non è un’eventualità remota essere vittime di una rapina. Proprio nella notte fra giovedì e venerdì, le forze dell’ordine hanno arrestato un 38enne, proveniente dall’Algeria, rapinatore recidivo, sorpreso mentre cercava di rubare il cellulare all’autista di un pullman mentre sostava nella apposita piazzola in via Giolitti. L’autista era intento a vidimare i biglietti dei passeggeri diretti all’aeroporto di Fiumicino e, ad un certo punto, il suo collega, accortosi della presenza dell’intruso a bordo si è messo a gridare attirando l’attenzione di una pattuglia di carabinieri che transitava proprio in quel momento. L’algerino è stato subitaneamente bloccato.

Altre volte, purtroppo, le forze di pubblica sicurezza non riescono ad intervenire rapidamente, anzi, a detta sempre del suddetto portiere di via Marsala, risultano totalmente assenti: «Non si vede una pattuglia nemmeno a pagarla». Occorrerebbe insomma, un maggior controllo e soprattutto una totale bonifica e riqualificazione dell’intera aerea dello scalo ferroviario, come da anni vorrebbe buona parte della cittadinanza romana. Purtroppo ad oggi, nonostante le innumerevoli denunce e segnalazioni, l’unico dato vero e riscontrabile è la sensazione di paura e insicurezza che si può percepire sui volti di coloro che sono costretti ad attraversare un autentico girone dantesco al centro di Roma.

Alessandro Boccia

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