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Roma, 30 nov – In attesa di vederlo sul grande schermo, non si può comunque che salutare con favore la prossima uscita (prevista per il 31 gennaio) de Il primo re. Si tratta del nuovo film del giovane regista Matteo Rovere. Il soggetto? Nientemeno che la storia di Romolo e Remo, i gemelli dal cui sangue dovevano nascere Roma e il suo impero millenario. Una pellicola che, tra l’altro, porta un esclusivo marchio italiano. Dal luogo delle riprese (una cava di Manziana, vicino Roma) e dalla fotografia di Daniele Ciprì fino agli effetti visivi di fuoriclasse del settore come Valentina Visintin, Andrea Leanza e Lorenzo Tamburini. Per quanto riguarda il cast, invece, Alessio Lapice e Alessandro Borghi interpretano rispettivamente i ruoli di Romolo e Remo.
Così Rovere ha presentato Il primo re alla stampa: «È un film d’avventura nel quale tutte le scene d’azione sono girate con veri stunt. Usiamo pochissima CGI a favore di effetti speciali pratici, l’unica eccezione è la grande sequenza d’apertura», ha rivelato a Screen. «Trascinerà il pubblico dentro a qualcosa di reale e unico avvenuto secoli prima dell’Impero Romano. Voglio dimostrare che l’industria italiana è in grado di ottenere risultati di grande eccellenza rispetto agli standard internazionali in termini di trucco prostetico, stunt, effetti speciali, combattimenti e costumi. È stato tutto creato in Italia».
Le atmosfere de Il primo re, come si apprende dalle indiscrezioni, si ispirano in parte a Valhalla Rising (2010), celebrata pellicola danese che è un po’ un incrocio tra epica, horror e metafisica. Per aumentare l’«autenticità» della narrazione, Rovere ha inoltre fatto recitare gli attori in un latino arcaico, mentre Alessandro Borghi ha spiegato: «La cosa interessante è che il film si basa sulla relazione tra due fratelli uniti in tutto, che a un certo punto cominciano a pensarla diversamente sulla divinità, sull’accettazione di Dio, sulla religione. Il rapporto con Dio è ancora una delle cose più attuali del pianeta. È come se Remo fosse il primo ateo…». E ancora: «Sarà un film fisico, pieno di duelli e battaglie, ispirato a pellicole come Revenant, Braveheart e L’ultimo dei Mohicani», ha confessato l’attore a Repubblica e Rolling Stone. Insomma, non ci resta che attendere il 31 gennaio per poterci così calare nelle profondità del mito che si è fatto storia. E cellulosa.
Valerio Benedetti

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2 Commenti

  1. Non è che sarà rielaborato in salsa immigrazionista e politicamente corretta ? Non mi fido molto di questi registi, c’è troppo conformismo.

  2. “mito che si è fatto storia. E cellulosa.”
    See, cellulite, s’è fatto!
    Sarà mica “celluloide”, invece? Correggi, va’, benedetto Benedetti.
    Treccani perdonali, non sanno quello che scrivono.

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