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Roma, 7 mag – “Al Salone del libro di Torino va in scena una pericolosa deriva liberticida da parte della solita sinistra. Gente che evidentemente rimpiange le censure di epoca sovietica, vorrebbe arrogarsi il diritto di decidere chi possa esporre i propri libri e chi no, oggi con il pretesto del ‘pericolo fascista’, domani con chiunque non sia allineato con il pensiero unico. Per poi decidere quali libri si possono stampare e quali leggere. Nessun cedimento a chi vuole limitare la libertà degli italiani. Nessuna censura è tollerabile”. Così scrive Giorga Meloni sulla propria pagina Facebook, riguardo alle politiche scatenate dai gendarmi del pensiero unico.



Il leader di Fratelli d’Italia attacca così, pur non citando direttamente Altaforte, chi vorrebbe impedire la partecipazione di una casa editrice al Salone del Libro. E’ chiaro d’altronde quanto sta accadendo in queste ore, ovvero un tentativo vergognoso di censura non soltanto da parte di alcuni politici di sinistra, ma da scrittori che, a prescindere dalle idee politiche, in quanto tali dovrebbero difendere la possibilità di chiunque di pubblicare libri.

Segnali liberticidi

Invece no, sta andando in scena uno spettacolo indecoroso messo in piedi da chi nel nome dell’antifascismo ricorre a minacce e metodi liberticidi. E’ un segnale allarmante per chiunque, non soltanto per Altaforte, perché viene messa in discussione la libertà di espressione e la possibilità di manifestarla questa libertà. A qualcuno evidentemente piace vivere in un mondo monocolore, senza confronto, senza idee contrastanti. Terribile, soprattutto per gli scrittori che dovrebbero bramare la conoscenza ed essere animati dalla curiosità.

Alessandro Della Guglia



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2 Commenti

  1. Ritengo siano tempo e fiato sprecati rivolgersi ai ciucci! Anzi, è offensivo paragonarli ai ciucci (ovviamente per quest’ultimi), sono soltanto inutili esseri spregevoli.

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