Il Primato Nazionale mensile in edicola

Milano, 19 lug – Se sei italiano e manifesti contro il business dell’immigrazione illegale in Italia finisci in carcere, se invece sei un immigrato clandestino che ha “solo” accoltellato un agente di polizia dopo 36 ore sei a piede libero. Desta sconcerto infatti la decisione del gip di Milano, Maria Vicedomini, di scarcerare Saidou Mamoud Diallo, il 31enne immigrato clandestino originario della Guinea che lunedì scorso ha accoltellato un poliziotto alla stazione Centrale di Milano. Per lui dunque niente carcere ma solo l’obbligo di firma, visto che, stando a quanto deciso dal giudice che lo ha interrogato questa mattina nel carcere di San Vittore a Milano, l’accoltellamento non andrebbe inquadrato nel tentato omicidio, ma come conseguenza della colluttazione tra l’immigrato e le forze dell’ordine.



Ha avuto dunque buon gioco l’avvocato di Saidou, Nicoletta Collalto, che è riuscita a fargli ottenere solo l’obbligo di firma, praticamente riuscendo a farlo a stare a piede libero. Diallo è stato ora preso in carico dall’ufficio Immigrazione della Questura di Milano che si occuperà di lui perché è irregolare sul territorio italiano. Gli scenari possibili sono una sua collocazione in Cpr (Centro di permanenza per il rimpatrio) o un’ eventuale espulsione sulla base di un provvedimento che pende sul suo capo da diverso tempo e mai eseguito. Sempre stando a quanto spiegato dal legale di Diallo, il presunto reato di tentato omicidio è stato “assorbito” in quello di resistenza a pubblico ufficiale. Il giovane guineano è accusato, oltre che di resistenza, anche di minaccia aggravata e detenzione abusiva di armi.

L’irregolare, da quanto hanno riferito i molti viaggiatori presenti, mentre cercava di pugnalare l’agente ha gridato: “Voglio morire per Allah”. Al momento, però, da quanto è emerso dalle indagini, l’uomo non avrebbe alcun legame con organizzazioni di tipo terroristico. La frase è stata giudicata, da investigatori e inquirenti, un’espressione pronunciata da un esagitato con numerosi precedenti penali. Il pm Paola Pirrotta, titolare del fascicolo, aveva chiesto la convalida dell’arresto e la misura cautelare per Diallo, accusato di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale.

Tutto era iniziato nella zona dei pullman che collegano la stazione con gli aeroporti, oltre la zona taxi, dove il migrante – che solo dopo si è scoperto essere irregolare – ha iniziato a discutere animatamente con il personale dei bus. Era molto agitato ed era armato di coltello, ragione per la quale è stata chiamata la polizia. Quando Diallo ha visto le divise blu, si è avventato contro un’agente, ferendolo lievemente a una spalla. Fortunatamente il giubbotto antiproiettile ha protetto il poliziotto, che è stato ricoverato in codice verde in ospedale. Il capo pattuglia, invece, dallo scontro è uscito illeso.

Si tratta della seconda aggressione simile in meno di due mesi a Milano. Il 18 maggio, sempre in Centrale, Tommaso Ismail Hosni – un 20enne nato all’ombra della Madonnina da madre italiana e padre tunisino – aveva aggredito con un coltello un agente della Polfer e due militari dell’Esercito che stavano presidiando lo scalo ferroviario. L’aggressione era avvenuta nel mezzanino della stazione Centrale durante un controllo di routine. Gli agenti avevano chiesto i documenti a Hosni, che per tutta risposta dalle tasche della felpa aveva estratto il coltello rubato poco prima. In quel caso qualche legame con l’universo jihadista c’era: il 20enne nei mesi precedenti si era fatto crescere una lunga barba e aveva postato sui social network una serie di video inneggianti all’Isis. La Procura di Milano ha chiesto a Facebook di poter accedere ai contenuti del suo profilo e il colosso dell’informatica si è reso disponibile a collaborare con le indagini.

Davide Romano



La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

Commenta