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Roma, 12 set – La morte, le tasse e gli scioperi Ryanair. Se l’estate ha registrato caos nei cieli del vettore a basso costo irlandese, con astensioni dal lavoro a macchia di leopardo e disseminate in quasi tutti i principali Paesi europei – nel “picco” del 25 e 26 luglio furono lasciate a terra 100mila persone – anche l’autunno non sembra promettere bene.
Ad incrociare le braccia a questo giro sono stati – ed è la prima volta che accade – i piloti e gli assistenti di volo di tutta Germania. L’astensione dal lavoro, cominciata alle 3 di stanotte, durerà per 24 ore e bloccherà negli aeroporti almeno 150 dei 400 voli previsti.
Motivo della protesta, organizzata dal sindacato piloti Vereinigung Cockpit (VC) e dal sindacato del personale Verdi, è la richiesta di migliori condizioni sia retributive che contrattuali. Una linea rossa che ha guidato tutti gli scioperi da un anno a questa parte. Anche in Germania, dopo gli accordi raggiunti in Italia e Irlanda, sono in corso incontri fra Ryanair e lavoratori. Le trattative sembrano però al momento essere al palo. Anzi, la compagnia ha perfino minacciato di licenziare chi avesse partecipato: “Questo è il modo in cui Ryanair si occupa dei suoi dipendenti: facendo pressione su di loro e spaventandoli”, ha commentato un sindacalista.
L’agitazione di oggi è solo l’antipasto della mobilitazione europeo prevista per fine settembre, quando si preparerà il più grande sciopero nella storia della compagnia.
Filippo Burla

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