Roma, 5 apr – Gli echi delle polemiche sull’assassinio di Stefano Leo, sgozzato da un marocchino in pieno centro a Torino perché “italiano, giovane e felice. Quindi l’uomo giusto per essere ammazzato” non si sono ancora spenti, così come ancora non si sono sopite le voci che tentano di giustificare o lenire la colpa dell’immigrato, tutte provenienti da una certa sinistra (uno su tutti, Gad Lerner). L’altro ieri a Quarta Repubblica è stato il turno di Jacopo Fo, che si è scontrato con Alessandro Meluzzi e Mario Giordano sull’argomento. Dapprima il figlio del defunto premio Nobel si arrampica sui vetri attribuendo la colpa ai precedenti governi di centro-destra, poi cerca di cambiare completamente discorso: “Perché non si fa nulla per difendere ottantamila famiglie i cui parenti sono uccisi dall’inquinamento atmosferico?”. “Dove erano queste persone quando noi lottavamo per bloccare la guerra in Afghanistan Libia, Siria? Noi abbiamo distrutto intere nazioni e adesso ci si stupisce che queste persone vengano qua”, attacca Fo, ma Meluzzi lo incalza “colpa delle primavere arabe del tuo premio Nobel per la pace Obama, abbiamo messo in subbuglio tutto il Medio Oriente” argomentazione a cui il sinistro al caviale, a corto di spiegazioni, non riesce a rispondere nient’altro che un malmesso “Non dire cazzate”.

Cristina Gauri

4 Commenti

  1. questi quasi dimenticati, meteore del nulla, non sanno più cosa inventarsi per tornare alla ribalta e, senza alcuno scrupolo, passano sopra a tutto e tutti peggio di un carroarmato, passano sopra il dolore di una famiglia distrutta, senza alcun senso di colpa. ah cosa non farebbero pe’ du’ spicci… ma prima o poi dovranno guardarsi nello specchio e fare i conti con se stessi

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