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Roma, 5 apr – Il Consiglio dei ministri dopo tre ore di riunione non ha trovato la quadra sui rimborsi ai truffati dalle banche, nonostante in giornata il premier Giuseppe Conte avesse garantito che da Palazzo Chigi sarebbe arrivato il via libera. Sì, perché ha vinto la linea del vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, che peraltro avrebbe attaccato anche l’alleato leghista. Il Cdm ha però approvato il dl Crescita con la formula “salvo intese”, con all’interno anche la norma su Alitalia. Via libera alla norma del provvedimento che prevede uno stanziamento di 500 milioni di euro in favore dei comuni di tutta Italia per avviare opere pubbliche in materia di efficientamento energetico e di sviluppo sostenibile sul territorio. Lo ha riferito il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, dando l’annuncio dell’approvazione della misura nel Cdm.”Si tratta – spiega – di un piano straordinario per rilanciare la spesa per investimenti dei Comuni e dare un impulso massiccio alla crescita sostenibile”. Approvato anche lo stanziamento di 300 milioni per le Zes (Le Zone economiche speciali). “Renderemo ancora più attrattiva, per le imprese che vogliano investire al Sud Italia, la possibilità di insediarsi e programmare investimenti nelle Zone economiche speciali”. Lo dice il ministro per il Sud Barbara Lezzi al termine del Cdm. “Nello specifico, saranno 50 milioni per il 2019, 150 nel 2020 e 100 milioni nel 2021. Si tratta di un importante risultato che fa seguito ai numerosi interventi già realizzati in favore del Sud da me e dal governo di cui faccio parte. Con lo stanziamento odierno, effettuato grazie al Fondo sviluppo e coesione, andiamo a incrementare il fondo per le Zes che già contiene i 250 milioni stanziati per le agevolazioni sul credito di imposta”.

Rinviati i rimborsi ai risparmiatori

Viene rinviata, al termine di un duro scontro a Palazzo Chigi, la decisione sui rimborsi ai risparmiatori coinvolti nelle crisi bancarie. “Vince la linea Di Maio”, esulta il Movimento 5 Stelle. Perde la linea del ministro dell’Economia Giovanni Tria, quindi. La norma sui rimborsi non entra infatti, come invece chiedeva il titolare del Mef, nel decreto Crescita. Ma non passa neanche, per ora, la linea pentastellata che chiedeva un binario unico per i ristori. Il presidente del Consiglio si fa promotore di una mediazione: lunedì convocherà a Palazzo Chigi le associazioni dei risparmiatori per concordare la norma che dovrebbe essere varata in un nuovo Cdm martedì 9. Solo dopo si valuterà con precisione come procedere. Il premier annuncia che è in dirittura d’arrivo anche il decreto Sblocca cantieri approvato salvo intese in Cdm due settimane fa: dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta ufficiale in due o tre giorni. Ma in serata il testo non risulta giunto al Quirinale.

Di Maio: “Contento che nel dl niente rimborsi”

“Sono contento, come Cinque stelle, che nel decreto crescita non ci sia niente sui risparmiatori. Non perché non li voglio risarcire ma perché serve un risarcimento diretto” dice il vicepremier Di Maio. “La settimana prossima sarà quella decisiva: poi dovremo prendere una decisione perché la pazienza è finita”. “Noi vogliamo che i risparmiatori ricevano risarcimenti diretti senza nessun arbitrato o contenzioso. Lunedì il presidente Conte parlerà ai risparmiatori perché tutto si fa con il dialogo” precisa il capo politico del M5S.

Lega: “Governo lento, serve cambio di passo”

Troppi no e troppa lentezza. Serve un cambio di passo. La Lega vuole più concretezza. Ci aspettiamo risposte serie e reali per i risparmiatori (lunedì deve arrivare lo sblocco agli indennizzi per i truffati) ma basta bloccare il paese con i no”. E’ la linea del Carroccio, al termine del Cdm. “Devono partire cantieri, opere, flat tax, bisogna togliere la burocrazia inutile, riformare il codice degli appalti, fare la riforma della giustizia per avere tempi certi. Alle parole ora devono seguire i fatti”.

Lo scontro su Tria

Come è noto, girano voci sul fatto che Di Maio e i 5 Stelle non vogliano più Tria al Tesoro e che probabilmente dopo le Europee – per tenersi buono l’alleato leghista – potrebbero mandarlo a casa e cedere la poltrona al Carroccio. Ora invece, secondo una ricostruzione di Repubblica, “Il problema non è Tria. Il problema è la Lega: vuole prendersi tutto”. Il capo politico dei 5 Stelle avrebbe detto così in uno sfogo con i suoi. Per poi sferrare un attacco ai leghisti: “Sono loro che vogliono far fuori il ministro dell’Economia. E lo fanno solo per una questione di potere. Sono abbagliati dal potere, mi ricordano Renzi e Berlusconi”. Al netto della tara ideologica di Repubblica, se fosse tutto vero significherebbe che il M5S sta tornando sulle posizioni contro il Palazzo, in perfetto clima elettorale.

Adolfo Spezzaferro

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