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Roma, 14 apr — Gerry Scotti e Michelle Hunziker finiscono sotto il fuoco incrociato degli antirazzisti americani per aver mimato gli occhi da cinese durante una puntata di Striscia la Notizia. Ebbene sì.



C’è qualcuno che si offende o alza la voce indispettito quando all’estero estraggono dal cilindro l’eterno stereotipo dell’italiano «baffo pizza, mafia e mandolino»? Silenzio tombale. Del resto avremo tanti difetti, ma come popolo non ci manca di certo l’attitudine allo scherzo e al sorriso — escludendo il tombale circo femminista-antirazzista-Lgbt, s’intende.

I permalosissimi cinesi

Pare invece che i cinesi, e di conseguenza tutto il parterre di alfieri antirazzisti d’Oltreoceano, siano molto permalosi quando si tratta di incorniciarli dentro i classici stereotipi — occhi a mandorla, pronuncia della «erre», propensione a cibarsi di cani e pipistrelli — associati al loro popolo. Ora più che mai, poi, l’attenzione verso il presunto odio nei confronti dei cinesi è altissima: additati da tutto il mondo come «untori» del virus — del resto l’epidemia è iniziata in casa loro, e ce lo hanno pure tenuto nascosto per mesi — sono finiti sotto l’ala protettrice delle chiocce antirazziste. Finendo con il diventare i «neri 2.0», più coccolati persino degli afroamericani

Scotti e Hunziker fanno arrabbiare gli antirazzisti americani

Per cui immaginatevi il manicomio quando le gesta di Scotti e Hunziker sono finite nel radar di Diet Prada, profilo americano da 2,7 milioni di follower che si occupa di moda e si propone come faro dell’antirazzismo e della lotta all’appropriazione culturale. Già noti nel 2018 per aver crocifisso Dolce & Gabbana per una campagna pubblicitaria a loro dire razzista nei confronti di Pechino, i celerini del politicamente corretto hanno manganellato i due conduttori in un lunghissimo post su Instagram. «Gerry Scotti, ex membro del Parlamento italiano, e Michelle Hunziker, attrice e modella italo-svizzera, hanno iniziato deridendo la pronuncia cinese della lettera R, chiamando la rete “LAI” invece di “RAI”. I conduttori hanno quindi continuato alzando gli angoli degli occhi alla maniera dei comuni gesti razzisti intesi a caricaturizzare i lineamenti asiatici». Imperdonabile!

«A un certo punto, con gli occhi alzati, Hunziker ha parlato in modo incomprensibile. L‘episodio è stato seguito da 4.662.000 spettatori secondo Auditel, società che misura i dati della TV italiana. Striscia la Notizia va in onda su Canale 5, un canale televisivo di Mediaset, società di mass media di destra di proprietà dell’ex premier Silvio Berlusconi».

Pisano tagga la figlia di Michelle

Nel post di Diet Prada sono inclusi gli screenshot di alcune storie dello scrittore e critico di moda Louis Pisano. In uno di essi, Pisano si scomoda persino a taggare la figlia della Hunziker, la professionista di catcalling Aurora Ramazzotti: «Per favore, parla con tua madre. Questo è troppo». Dulcis in fundo, lo scrittore ha anche condiviso un’immagine in cui la conduttrice mostra il suo levriero Odino con gli occhi chiusi al sole mentre «fa il cinesino». «È così disturbante che queste persone continuino a essere presenti su media seguiti da milioni e milioni di italiani che vengono influenzati e informati da questo tipo di comportamento», commenta Pisano. E’ parimenti disturbante la quantità di tempo libero di cui può disporre Pisano, per prendersi la briga di scansionare un profilo Instagram alla ricerca di «cani cinesini», ma transeat.

Hunziker si scusa ma non serve a nulla, Scotti tace

Come è finita la diatriba? Nel solito modo: contro il gotha dell’antirazzismo non si può nulla, e quindi la Hunziker si è vista costretta a fare marcia indietro e scusarsi nel post di rito: «Nella mia carriera vi ho sempre ascoltato con attenzione e ho imparato dai vostri feedback giorno dopo giorno. Sono profondamente dispiaciuta per ciò che è accaduto ieri sera e per tutte le persone che ho offeso. Non era mia intenzione farlo. Ribadisco che sono sempre stata contro qualsiasi forma di discriminazione. Grazie». Scuse che i fan non hanno assolutamente accettato: segno che non si può scendere a patti con i cervelli masterizzati e riprogrammati dal buonismo. Ma a questo, ancora, i nostri cari divi televisivi non ci sono arrivati.

Cristina Gauri

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