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Roma, 14 apr – Il ministro della Salute Roberto Speranza è sotto assedio perché si oppone alle riaperture – invocate da centrodestra, governatori, associazioni di categoria e cittadini in piazza – e il segretario Pd Enrico Letta si schiera con lui. “Abbiamo fatto il punto su campagna vaccinale e piano di riaperture in sicurezza, in pieno accordo sull’analisi della situazione e la linea da tenere“, scrive Letta su Twitter. Nel bel mezzo delle tensioni nella maggioranza – con la Lega che chiede che Speranza lasci il ministero – il leader dem soffia sul fuoco. L’esponente di LeU infatti non intende mollare la poltrona, e dalla sua ha Pd e M5S.

Riaperture, Speranza resta vago e mette le mani avanti come sempre

Dal canto suo, il diretto interessato resta come sempre sul vago, mettendo però le mani avanti. “Premesso che tutto dipenderà dai dati, l’ipotesi di lavorare in modo particolare” sulle riaperture per attività “all’aperto è un’ipotesi che personalmente mi convince molto“. dice Speranza. “Poi dovremo chiaramente confrontarci con i nostri scienziati e con i nostri tecnici in sede di governo, ma tutti i dati che ho visto indicano che all’aperto c’è sicuramente una minore possibilità di contagio”, afferma il ministro della Salute, ospite a Porta Porta. “Credo quindi che la stagione della primavera inoltrata potrà aiutarci a recuperare alcune attività all’aperto“, dice dalla trasmissione di Bruno Vespa.

Il ministro della Salute esclude riaperture prima di maggio

Abbiamo bisogno di essere prudenti perché fare un passo un po’ più lungo può farci tornare indietro – aggiunge subito dopo, con il consueto registro -. La volontà di tutto il governo però va nella direzione di verificare settimana per settimana i dati del contagio e costruire una modalità che ci consenta di far ripartire una serie di attività ma senza correre rischi e di ripartire in sicurezza”. Alla domanda se ci si possa aspettare le riaperture nel mese di aprile – come chiesto da tutti ad eccezione di lui e dei giallofucsia – Speranza fa partire il solito disco. “Questo ce lo diranno i dati. Il decreto vigente dura fino al 30 aprile, credo sia sicuramente lecito aspettarsele per maggio“. Insomma, un giro di parole per dire che no, non ci saranno riaperture prima di maggio. Visto che la zona gialla è sospesa per decreto (qui le ultime ordinanze sui colori delle regioni).

Giovedì le Regioni presenteranno al governo la bozza per le riaperture

Per quanto riguarda le ipotesi allo studio, a maggio dovrebbero riaprire i ristoranti, anche a cena, sfruttando gli spazi all’aperto. Poi a seguire toccherebbe anche a palestre, cinema, teatri e musei. Le Regioni dal canto loro sono pronte a presentare al governo la bozza con le linee guida per far ripartire tutte le attività. Il documento sarà presentato giovedì, nel corso della Conferenza Stato-Regioni, quando sarà discussa la possibilità di allentare divieti e restrizioni. Sempre se curva dei contagi e avanzamento del piano vaccini lo consentiranno, sia chiaro.

“Obiettivo del documento che presenteremo al governo giovedì – dice all’AdnKronos il neo presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia – è garantire la massima sicurezza quando ci saranno le riaperture“. Sul quando, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti si mostra fiducioso: “La decisione sulle riaperture sarà presa probabilmente la prossima settimana dal Consiglio dei ministri“.

Sottosegretario alla Salute Costa: “Dobbiamo definire calendario preciso”

Sulle riaperture ci vuole un cambio di passo, dobbiamo definire un calendario preciso di riaperture. Per me già a fine mese ci possono essere le condizioni per alcune riaperture, consapevoli che ogni giorno lo scenario cambia”, sostiene il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, ospite di 24 Mattino su Radio24. “Bar, ristoranti all’aperto con distanziamento sono i settori a cui una risposta va data presto. Poi pensare alle riaperture di quei settori che hanno bisogno di programmare”, aggiunge l’esponente di Noi con l’Italia (centrodestra). Lo dica al suo ministro, il sottosegretario Costa. E’ Speranza che sta rimandando il più possibile le riaperture. Sulle spalle dei lavoratori.

Adolfo Spezzaferro

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