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165239123-6171fda0-9ac0-409d-beb4-cdfe55c71212Roma, 13 mag – Doveva essere un Gay Pride all’insegna dei diritti civili, di celebrazione per la legge Cirinnà ma al tempo stesso una dimostrazione che la “lotta non si ferma”, una rassegna caratterizzata dalle famigliole arcobaleno libere finalmente di amarsi, o quantomeno più “legittimate”. Ma la svolta piccolo borghese di questo Roma Pride 2016 c’è stata solo in parte, visto che piume, paillettes e risicati costumi in pelle sono ancora i protagonisti di un certo immaginario gay e Lgbt. Fatto che crea discussioni all’interno dello stesso mondo gay, come avevano dimostrato le polemiche per la campagna pubblicitaria della manifestazione, di cui in molti avevano criticato lo stile troppo carnevalesco.



Ma qual è dunque l’immagine simbolo di questo Roma Pride 2016? I bei maschioni fisicati che insieme ai trans affollano il carro del Muccassassina, dalle pose super provocanti e inneggianti alla libertà sessuale, o la coppietta felice mano nella mano magari accompagnata dai figli di uno dei due partner? Sicuramente gli organizzatori risponderebbero “entrambe”, ma è chiaro che il conflitto tra l’idea di rompere i tabù e vivere fuori dagli schemi, ma al tempo stesso la pretesa di normalizzazione, sociale e legislativa dell’amore gay, esiste. A renderla evidente non solo l’eterogeneità della manifestazione, ma anche i messaggi lasciati sui muri dall’ala più estremista e politicizzata, come “Lotta anale contro il capitale” o “Rivolta Frocia”.

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La sfilata di un carro di partecipanti seminudi al Roma Pride 2016, Roma, 11 giugno 2016 (ANSA/ GIUSEPPE LAMI)

13453127_1327876877227136_1167703053_oDavide Romano

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3 Commenti

  1. I finocchi sono pervertiti con un problema di sessualità deviata e compulsiva. Poi possono fingere di essere persone “normali” e riuscirci più o meno bene, ma questo è un altro discorso.

  2. Insomma, vogliono fare la classica rivoluzione del cazzo.
    Avvertiteli che negli ultimi 71 anni di rivoluzioni del genere ce ne sono già state a decine in Italia, anche ad opera di eterosessuali.

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