Roma, 27 mar – Il “Putin macellaio” che “non può rimanere al potere” di Joe Biden ieri sera ha fatto frastuono, tanto. Normale che sia così, dal momento che la lasciato sconcertati anche molti media tradizionalmente vicini in modo quasi acritico a Washington. E se l’Ansa riporta le frasi quasi riparatorie del Segretario di Stato americano Antony Blinken, è evidente che – forse – si sia andati troppo oltre anche per gli ambienti oltreoceano.

“Putin macellaio”. E la Casa Bianca corre ai ripari

Sembra davvero una “corsa ai ripari” quella affermata da Blinken, che sul “Putin macellaio”, colui che sostanzialmente deve essere rimosso dal suo ruolo, parla così, dopo che già la Casa Bianca aveva spiegato le parole di Biden ieri sera: “Penso che il presidente e la Casa Bianca ieri sera abbiano sottolineato semplicemente che Putin non può avere il potere di fare una guerra o impegnarsi in un’aggressione contro l’Ucraina o contro chiunque altro”. Aggiungendo poi il punto focale: “Come ci avete sentito dire ripetutamente, non abbiamo una strategia per un cambio di regime a Mosca“.

Una presa di distanze, ovviamente strategica, perché simili affermazioni possono avere un peso enorme (nonché pericolosissimo) sulla crisi in corso. Non è difficile intuire quanto al governo americano non dispiacerebbe certamente un “cambio della guardia” ai vertici del Cremlino, ma è altrettanto semplice comprendere come dichiararlo ufficialmente rappresenti un’ingenuità clamorosa per chi, in questo momento, è ancora ai vertici del potere politico mondiale e ne esercita una parte consistente perfino su un’Europa disposta addirittura a rivoluzionare (in peggio) le proprie forniture energetiche per seguire, sostanzialmente, la linea dettata oltreoceano.

Anche Macron si dissocia

Anche tra i sottomessi capi di Stato europei, qualcuno non ha approvato le parole di Sleepy Joe. Su tutti il presidente francese Emmanuel Macron, il quale ha dichiarato che non utilizzerebbe mai nei riguardi di Vladimir Putin la definizione di “macellaio”. Per Macron non è necessario alimentare e provocare “una escalation né di parole né di azioni” nel contesto della guerra in Ucraina. Poi, tanto per cambiare, ha annunciato l’ennesima telefonata a Putin. “Domani o dopodomani”, ha specificato, per un’operazione di evacuazione di civili dalla città di Mariupol.

Stelio Fergola

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