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Noto, 17 ago – Come minacciato, Selvaggia Lucarelli oggi sul Fatto Quotidiano attacca ancora il sindaco di Noto (e non solo) per la sua sfortunata vacanza in Sicilia. Ma a noi interessa fare luce su altri aspetti della vicenda pompata ad arte dalla influencer “paladina dei diritti negati”. Si può trattare un tema probante come lo smaltimento dei rifiuti, questione risolta solo in pochi angoli del pianeta Terra, come una diatriba tra due contendenti con annessi schieramenti, pronti ad incensare, mortificare, esaltare o insultare nel magico mondo dei social? Ed inoltre ripreso, e dunque amplificato, da tutte, e sottolineiamo tutte, le testate giornalistiche nazionali? La risposta è si, e per due motivi.



Le (solite) ragioni dell’attacco di Selvaggia Lucarelli contro Noto

Uno dei due contendenti è la giornalista/opinionista/giurata/influencer e chi più ne ha più ne metta, Selvaggia Lucarelli, che mentre punta il dito su un’intera città, dicendo pure di difenderla, dimentica qualche particolare. Perché alla fine, parliamoci chiaro, quant’è importante la battaglia contro l’inquinamento se questa non porta “like”, “follower” ed articoli sui giornali? Secondo motivo è il luogo: Noto, capitale del Barocco e Patrimonio dell’Unesco.

L’influencer ospite del Giacinto Festival Nature Lgbt

I fatti accaduti sono stati raccontati e documentati con foto e video dalla “sfortunata” turista (?!) Selvaggia Lucarelli, commentati, prima bonariamente poi con meno savoir-faire dal sindaco Corrado Bonfanti. Ve li riassumiamo completando il quadro con aspetti che sono stati dimenticati dalla bionda Selvaggia arrivata in Sicilia in quanto ospite della settima edizione del Giacinto Festival Nature Lgbt. La due giorni di conferenze è finanziata, dalla prima edizione, dal Comune di Noto (quest’anno con la somma di 3mila euro, come da Determina Settore VIII, Turismo e Cultura, nr.138 e destinata all’Associazione Immaginare Insieme di Palermo), e nel 2021 anche dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei Deputati, e dalla Regione Sicilia, a riprova che le iniziative culturali da qualsiasi parte arrivino se meritorie per temi, tenuta nel tempo, ed altro, hanno sempre aiuti e finanziamenti. E vogliono ancora il Ddl Zan, per quanti e quali altri fondi da spendere?.

L’attacco all’assessore al Turismo durante il festival Lgbt

La signora Lucarelli nella serata di domenica 8 agosto, ospite della conferenza di Noto, è in forma smagliante (lo dimostra il reportage della pagina Facebook del Giacinto), forse non ancora vittima di tutte le disgrazie abbattutesi sulla sua testa come il più terribile degli tsunami, e tiene desta l’attenzione dei presenti sino ai saluti finali. Poco prima l’assessore al Turismo di Noto aveva, nel suo intervento, definito gli omosessuali persone normali (ci trovate qualcosa di strano?) suscitando un vocio indispettito dai presenti al Festival.

Ebbene la cara ospite, nelle sue più buone intenzioni, ovviamente, riprendeva questa frase invitando l’assessore a fare mea culpa. “Vogliamo dire che era una cosa che è scappata così e non aveva alcun significato di suddivisione, lo dico per lei“. Timidi applausi da cortocircuito abbastanza evidenti! Uno si deve scusare perché ha parlato di normalità? Insomma, il fantastico mondo arcobaleno e tutti i suoi testimonial non finiscono mai di stupire.

Dopo l’ospitata, scatta lo spirito di giustizia verso l’ambiente

Fine serata e la turista può tornare, dopo poche ore, a fare vacanza e non preoccuparsi di diritti civili, gaffe più o meno presunte commesse dagli stessi amministratori che hanno in parte finanziato l’evento in cui è stata invitata, etc etc. Ecco allora venire a galla lo spirito di giustizia verso l’ambiente, verso le angherie perpetuate ai danni degli ignari turisti, e tutta la sua capacità di diffondere sul web immagini e racconti di un incubo vissuto in terra siciliana. Nella villa affittata per la sua famiglia, denuncia, non si fa la differenziata; lei stessa racconta che chi l’ha accolta le avrebbe detto di mettere tutto insieme che poi ci avrebbe pensato il giardiniere.

E poi i rifiuti a bordo strada, testimoniati da un video, la mancanza di luce ed acqua che l’hanno costretta a peripezie, tipo stare in macchina a ricaricare il cellulare (che terribili cose da affrontare nel 2021). Racconti di telefonate con il sindaco per aver risposte alla sua inchiesta, approntata in quattro e quattr’otto, sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani a Noto. Il tutto poi messo sul web (rigorosamente dopo l’apparizione al Festival), con reazione del primo cittadino, ed eco delle testate giornalistiche nazionali. E oggi arriva il suo pezzo sul Fatto. Noto alla gogna

Intollerabile che la “paladina dei diritti negati” butti tutto in caciara

Giustificazione per lo stato dei luoghi tra discariche abusive e raccolta dei rifiuti non indifferenziata? Nessuna. Giustificazione per i problemi di approvvigionamento di acqua e luce? Nessuna. Giustificazione per il proprietario della struttura che ospitava lei, ma che poteva essere qualunque altro turista? Nessuna. Però che la paladina dei diritti negati, sputando oggi su quelli legittimi dei cittadini onesti di Noto, butti in caciara un tema che soffrono tante realtà e che vedono impegnati migliaia di cittadini seri ed onesti, non si può tollerare.

Non saranno certo i suoi selfie a risolvere i problemi di Noto

In primis gli stessi residenti di Noto speriamo si rendano conto che non è una Lucarelli qualunque a far sì che si abbiano i giusti servizi, e che non saranno certo i suoi video e selfie a sistemare le cose. Ma la premialità di un impegno costante e dell’assunzione di responsabilità di chi governa, di quella politica che noi stessi scegliamo quando andiamo alle urne. A proposito, Noto ci andrà il prossimo ottobre con soli due candidati alla poltrona di sindaco, e questo non è un bel segnale.

Emanuela Volcan

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3 Commenti

  1. una bucchinara da centro sociale nulla più! lo sfattonequotidiano un giornale di falliti in pensione incollati alla setta7

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