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Sgarbi: “Grillo ha sostituito la parola ‘merda’ sulla scheda elettorale. Con Rinascimento punto al 40%”

by Davide Di Stefano
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Sgarbi GrilloRoma, 17 mar – Un nuovo Rinascimento per affermare “il principio della civiltà artistica come motore dell’impresa”, contro l’Italia delle regolette e dei paradossi boldriniani. Vittorio Sgarbi parla al Primato Nazionale della sua nuova avventura politica, un’alternativa al Movimento 5 Stelle “privo di contenuti”, capace di appassionare gli italiani e raggiungere “anche il 40% dei consensi”. Sgarbi accusa Renzi di essersi occupato dei problemi dei cittadini solo riguardo i diritti civili dei “culattoni”, mentre ribadisce la sua simpatia per CasaPound e definisce “legittima anche se pittoresca” l’adesione di Nina Moric al movimento della Tartaruga.

Cos’è Rinascimento e perché non possono iscriversi Berlusconi, Grillo e Renzi?

Abbiamo la forza della denominazione, più bella si potesse immaginare, mentre la gente continua a fondare movimenti che si chiamano “Energie per l’Italia”, “Direzione Italia”, “Italiani per l’Italia”, sempre questo cazzo di Italia usata senza senso. Almeno CasaPound, per dire, ha un altro nome sicuramente più interessante.  Io affermo il principio della civiltà artistica come motore dell’impresa. Io ho vietato a Berlusconi, Grillo e Renzi di prendere la tessera, perché la loro posizione è antitetica rispetto alla nostra, tutti vogliono essere inclusivi mentre io voglio essere esclusivo. Oggi viviamo in paradossi imbecilli creati da figure come la Boldrini, la vita è torturata da una serie di regolette partorite da menti malate.

Quali voti cerca Rinascimento? Punta al bacino 5 Stelle?

Io ho una percentuale molto alta tra i giovani, giocando sulla mia irriverenza è un rapporto più vivo di quanto non sia con chiunque altro. L’elettorato tradizionale quello di sinistra è molto scardinato oggi, qualcuno potrebbe venire anche di lì, in più quello perso da Berlusconi che sfiorava il 35% e che oggi è all’8%, deluso da lui ma che non è certo diventato di sinistra. Poi c’è il campo dei grillini, voto aleatorio e di protesta che non va da nessuna parte. Voto di protesta che si è trasformato dalla parola merda sulla scheda senza effetto alla parola Grillo, che invece si coagula in una organizzazione. Una giusta indignazione ma un voto gassoso. Il mio bacino elettorale è almeno del 40%, si può raggiungere. Anche perché finora chi governa non ha fatto nulla che riguardi la vita reale delle persone, né sulla legittima difesa, né sul fine vita. Forse solo l’unica cosa che riguarda i cittadini riguarda un po’ di culattoni con le nozze gay. Poi chi uccide un delinquente per difendersi viene accusato di omicidio volontario. Il parlamento segue le mode e la moda adesso è il culo. I gay poi sono una realtà che ho sempre guardato con divertimento, non capisco perché bisogna legiferare per farli diventare degli sposini, dargli la pensione di reversibilità. Ma che cazzo di logica è, dov’è la modernità?

Lei spesso è stato ospite di CasaPound, negli ultimi giorni c’è stata un po’ di polemica sull’avvicinamento di Nina Moric al movimento di Iannone. Che ne pensa?

Io per loro ho simpatia perché il nome CasaPound è un’indicazione dentro un movimento di un valore culturale. Ho sofferto in tanti anni di Parlamento che mai sia uscito il nome di un artista o di un letterato da un presidente del Consiglio, mai il nome di Leopardi, l’unico che mi parlava di letteratura era Cossiga. Già solo il fatto che uno dica Pound mi fa simpatia, è chiaro però che è un nome che a differenza di Rinascimento, che può essere abbracciato da chiunque, ha una vocazione meno maggioritaria, ha più limiti proprio in virtù della scelta del nome del poeta. L’avvicinamento della Moric a CasaPound proprio per questi motivi mi sembra più un aspetto legato al gossip, ovviamente per un movimento come CasaPound è una buona cosa che si avvicinino persone conosciute. Trovo comunque legittima la scelta di Nina Moric di avvicinarsi ad un movimento politico.

Che ne pensa delle parole di Di Maio che non ha escluso manifestazioni violente sotto al Parlamento dopo il “salvataggio” di Minzolini?

La Camera dei deputati funge da quarta camera dopo la Cassazione, il reato di Minzolini era risibile. I 5 Stelle sono gli ultimi a poter parlare, dopo che hanno cambiato il codice apposta per la Raggi, loro pensano di avere sempre ragione. Prima la loro teoria era che chi era indagato non poteva candidarsi, poi si scopre che quella cretina della Raggi, che abbia o non abbia colpa, è al centro di un’imputazione che non è condivisibile allora il codice cambia. A Di Maio bisogna dire che il caso della Raggi e di Minzolini sono uguali: la percezione dei parlamentari del reato di Minzolini non corrisponde a quella del tribunale. Loro si sono comportati nello stesso modo, non c’è una soggezione assoluta alla sentenza. Rischio di violenze? Figuriamoci se la piazza si mette a protestare per Minzolini, che in molti nemmeno conoscono.

a cura di Davide Di Stefano

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