Roma, 19 ott – Tra i miliardi di lavoratori oppressi nel mondo, tra i milioni italiani e i chissà quanti occidentali, arriva un raggio di luce e di speranza ad illuminare la sacra via dei diritti. Non è uno scherzo, ma tutto è verissimo, cristallino, ma soprattutto pronto alla lotta: è arrivato il sindacato degli influencer, come riportato da Tgcom24.

Assoinfluencer, sindacato degli influencer

Qualche giorno fa arriva la notizia che tutti i lavoratori in difficoltà attendevano con palpitazione: nasce Assoinfluencer, ovvero il primo sindacato italiano che rappresenta gli influencer e i content creator: dagli youtuber ai podcaster, dagli streamer agli instagrammer e fino ai cyberatleti. Si parla di 350mila persone, ma siamo proprio curiosi di vedere come si snoderà l’attività del “sindacato” rispetto alla maggioranza di persone che svolge le attività in fin dei conti in modo ordinario, e la minoranza di “principi” che, da oggi, potranno perfino rivolgersi a un’organizzazione che dovrebbe difendere non si capisce bene quali soprusi o incredibili sfruttamenti.  Jacopo Ierussi, fondatore e presidente di Assoinfluencer parla così: “In questi primi anni di posizionamento, abbiamo partecipato all’indagine conoscitiva in Parlamento che ha portato all’approvazione dell’Emendamento Creators nella Legge sulla Concorrenza 2021”. Ierussi sottolinea “l’impegno dell’associazione per l’approvazione dell’emendamento che ha portato il governo a riconoscere la figura del creatore di contenuti digitali, di fatto il primo passo delle istituzioni per lo sviluppo della Creator Economy italiana”.

La risposta alle ingiustizie che tutti stavamo cercando

Assoinfluencer è dunque il raggio di sole di cui sopra. Gli oppressi e sottomessi influencer di tutta Italia potranno finalmente combattere insieme le angherie che assillano la loro povera e difficile esistenza. Un passo avanti verso la consapevolezza di classe, verrebbe da dire. Ci permettiamo di essere come minimo scettici su un’iniziativa del genere, e di riflettere sul fatto che, da oggi, personalità come i Ferragnez potranno addirittura atteggiarsi a vittime, nel contesto globale del web e della televisione, qualsiasi situazione emerga a loro sfavore (una situazione che, peraltro, abbiamo già osservato fino ad oggi, senza alcun “sindacato”).

Alberto Celletti

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