Il Primato Nazionale mensile in edicola
mele-2
Quintali di ottime mele gettate nei cassonetti del centro immigrati della Croce Rossa a Lucca

Lucca, 23 gen – Che l’immigrazione illegale sia un business da leccarsi i baffi per il sistema delle cooperative e delle organizzazioni caritatevoli di ogni risma e colore non è più, ormai, un mistero per nessuno. Così ricco che è facile immaginare che chi ne gode possa fare di tutto per perpetuarlo, per esempio giustificando in qualsiasi modo i propri pingui introiti di soldi pubblici (cioè nostri). Questo meccanismo potrebbe essere alla base dello scandalo scoperto direttamente da Sovranità a Lucca, con tanto di evidenza fotografica: quintali di mele perfettamente sane e appetitose gettate nei cassonetti di un centro per i “rifugiati” gestito dalla Croce Rossa.



Fabio-Barsanti1
Fabio Barsanti, coordinatore lucchese e toscano di Sovranità

“Quello che un nostro iscritto ha visto e documentato alla Croce Rossa di via delle Tagliate è scandalosoafferma Fabio Barsanti, coordinatore regionale di Sovranità – pretendiamo delle spiegazioni ufficiali. Decine e decine di chili di mele buone e in ottimo stato sono state gettate nei cassonetti dell’umido, pronte ad essere buttate via. Una fatto di una gravità inaudita per il quale qualcuno dovrà rispondere ai cittadini”. Quindi l’affondo: “È questo il sistema di gestire l’accoglienza? È così che vengono gestiti i soldi pubblici per accogliere i clandestini? È questo il rispetto per una cosa importante come il cibo e per chi veramente non ha da mangiare? Questa volta abbiamo visto le mele; chi può garantire che questo sistema di gettare nei cassonetti la roba da mangiare non sia la norma?”.

Black Brain

Che a Lucca, dove la crisi economica colpisce anche più che altrove, risiedano famiglie italiane che veramente non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena, l’esponente di Sovranità deve saperlo bene, dal momento che proprio nei locali del movimento è attiva da molti mesi una raccolta alimentare destinata a sostenere decine di queste famiglie. Ovviamente senza sussidi pubblici, a differenza dei crocerossini che per la loro tensostruttura ricevono un milione di euro all’anno dal Comune di Lucca, quale risultato del contributo di 30 euro per ospite combinato con una presenza continuativa di circa 100 individui tutto l’anno, naturalmente tutti immigrati e quasi tutti rifugiati economici.

Manlio Lanini

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta