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Cesena, 13 dic – Un fuggi fuggi generale dalle scuole statali verso le paritarie, un vero e proprio “travaso” di bambini i cui genitori scelgono di non iscriverli più agli istituti pubblici. È davvero così drammatica la situazione dell’insegnamento in Italia? Tutt’altro: il problema è la presenza di troppi stranieri.



Dopo il caso di Milano, dove alla scuola “Radice” su 131 iscritti ben 125 erano stranieri, e quello di Modena, con una classe composta da soli stranieri con l’unica eccezione di una bambina italiana, ora è il momento di Cesena. I numeri sono impietosi: alla scuola dell’infanzia “Carducci” del capoluogo romagnolo, riporta Il Resto del Carlino, si è passati dai 130 alunni del 2004 ai 100 del 2016, con tendenza verso un’ulteriore diminuzione nei prossimi anni. A Cesena hanno smesso improvvisamente di far figli? Assolutamente no, visto che allo stesso tempo sono schizzati all’insù – da 78 a 139 iscritti – alla vicina scuola privata “Fondazione del Sacro Cuore”.

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Cos’è successo allora? È successo che la zona nella quale si trovano entrambe le scuole è in pieno centro storico, dove gli stranieri raggiungono il 15% della popolazione (toccando in alcune aree perfino il 50%). Giocoforza, alcune classi della materna pubblica risultano composte in stragrande maggioranza – si arriva anche all’80% – da bambini extracomunitari.

“Il mondo è questo, tutte le scelte dei genitori sono legittime, ma è un dato di fatto che prima o poi chiunque dovrà fare i conti con la multiculturalità”, ha spiegato, cercando di minimizzare il problema, l’assessore all’istruzione del comune di Cesena, Simona Benedetti. Chissà se ha mai letto i test Invalsi che hanno dimostrato l’insorgere di numerosi problemi di apprendimento nelle scuole in cui dove gli stranieri sono la maggioranza. Forse non è (solo) la multiculturalità il problema.

Nicola Mattei

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4 Commenti

  1. L’assessora,boldrini docet,è la tipica comunista col paraocchi , il comune di Cesena ricalca l’idea di base distorta del pd, gli italiani, bambini e non,si devono integrare allo straniero e piegarsi ai voleri superiori del multiculturalismo ,ovvero prima stranieri, froci,ex drogati,ex terroristi e poi noi coglioni …..troppo normali, che auspicano per i figli classi tranquille e con un ritmo di apprendimento dignitoso.

  2. “chiunque dovrà fare i conti con la multiculturalità”
    suona come una minaccia…strano, quando normalmente questi stessi signori parlano di “arricchimento” portato teoricamente da una società multi-etnica; se così fosse i genitori farebbero a botte per iscrivere i propri figli in quella Babele ed invece accade proprio il contrario.

    Non può che venire in mente Toscani,del quale l’ultima strapagata pubblicità per Benetton ha avuto per set una scuola multi-etnica di Milano; entrambi entusiasti per quel “melting-pot” probabilmente perchè i propri figli e nipoti non sono costretti a viverlo per forza.

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