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papa bergoglio bambiniRoma, 25 dic – Quale che sia il giudizio che diamo del papa immigrato, è d’uopo riconoscere che il suo sporco lavoro lo sa fare, e con grande professionalità. Certo, il suo lavoro è sostanzialmente quello di distruggere l’Europa come entità geneticamente, culturalmente e storicamente definita facendola annegare nel mare magnum delle orde terzomondiste, ma passi, in fondo è natale.

Leggiamo questo passo della sua omelia: “Lasciamoci interpellare dal Bambino nella mangiatoia, ma lasciamoci interpellare anche dai bambini che, oggi, non sono adagiati in una culla e accarezzati dall’affetto di una madre e di un padre, ma giacciono nelle squallide ‘mangiatoie di dignità’: nel rifugio sotterraneo per scampare ai bombardamenti, sul marciapiede di una grande città, sul fondo di un barcone sovraccarico di migranti. Lasciamoci interpellare dai bambini che non vengono lasciati nascere, da quelli che piangono perché nessuno sazia la loro fame, da quelli che non tengono in mano giocattoli, ma armi”. Quale momento migliore del Santo Natale, in cui tradizionalmente le famiglie italiane si riuniscono per fare festa e scambiarsi doni in serenità e letizia, per poter dare sfoggia della propria insopportabile vis retorica ai danni degli stessi? Se il lettore ha una qualche famigliarità con la serie animata de i Simpson, avrà già riconosciuto una divertente assonanza: “I bambini! Perché nessuno pensa ai bambini?!?”

È l’artificio retorico più vecchio del mondo, ma pur sempre efficace come dimostra l’insistenza con cui, tanto per dirne una, i media ci parlano ossessivamente dei “bambini di Aleppo”. Perché un bambino è un essere sacro in quanto proiezione dell’individuo sociale nel futuro, e chiunque non sia un prete della arcidiocesi di Boston, quando vede un bambino prova un istintivo senso di protezione verso lo stesso. Il che è ovviamente naturale ed inestirpabile, almeno in menti normofreniche, e quindi perfettamente strumentalizzabile per lo scopo più abbietto che si possa pensare, persino peggiore di quello che i preti solitamente tendono a fare nelle loro buie canoniche: disinnescare l’altrettanto naturale ed istintiva repulsione per l’invasione dei nostri spazi vitali. Se ci sono dei bambini nel “barcone sovraccarico di migranti”, è ovvio, secondo il frame papista e progressista (due facce della stessa medaglia) che la soluzione è accoglierli tutti. Ovviamente, a spese solo nostre, dato che la “Chiesa Spa”, maggior proprietario immobiliare del mondo e probabilmente la holding finanziaria più potente che esista, non scuce un singolo centesimo ed anzi ne incassa per interposta Caritas.

Molto interessante poi il riferimento ai “bambini che non vengono lasciati nascere”, ovvero che vengono abortiti. Stranissimo ed a tratti quasi esoterico questo passo, provenendo da colui che ha sostanzialmente equiparato l’aborto, per i fedeli, ad una scappatella coniugale o ad un peccatuccio di gola che può essere assolto tranquillamente dal proprio curato di fiducia, quando fino a ieri era necessario passare direttamente dal vescovo. Quindi la linea della Chiesa pare essere: azzerare le nascite autoctone e quindi accelerare la Grande Sostituzione con “nuovi europei” d’importazione. Linea estremamente chiara, che del resto si situa nella linea politica del grande “protettore” politico di Bergoglio, quel presidente Nobel per la pace che funge da ragazzo immagine per il complesso militare-industriale americano. Da notare una cosa: per giustificare il recente commissariamento del leggendario ordine dei Cavalieri di Malta, il papa ha viceversa utilizzato un argomento che diremmo “conservatore”: i Cavalieri avrebbero distribuito profilattici in Africa contro l’Aids, e questo va contro la dottrina. Certamente, i più smaliziati potrebbero notare che il rappresentante della Santa Sede presso l’Ordine è il cardinale Raymond Burke, da sempre capofila della corrente interna ostile a Bergoglio ed in un qualche modo fedele a Ratzinger, ma questo sarebbe ovviamente complottismo e lungi da noi sollevare dubbi in tal senso.

In ogni caso il messaggio dell’unico papa applaudito dal Grande Oriente d’Italia appare chiaro, ed è sempre quello, ossessivamente, ricorsivamente sbrodolante oscena retorica: dobbiamo sentirci in colpa se torme di parassiti incapaci di fare alcunché di utile nei loro paesi affogano nel tentativo di raggiungere un posto in cui gli hanno detto che potranno continuare a non lavorare ed in più saranno lautamente mantenuti. Dobbiamo sentirci in colpa perché “ricchi”, perché “bianchi”, perché “egoisti”. Anche le libagioni a cui da sempre gli Italiani si abbandonano sotto le feste sono una colpa: come osate strafogarvi di tortellini quando ci sono i bambini che muoiono di fame? Vergognatevi e siate “solidali”, ma solo con i bambini “colorati” ovviamente. Dei vostri fottetevene, o meglio ancora ammazzateli che tanto vi si assolve con un amen. Tanto la materia prima per sollazzare i preti sarà importata anche quella. Dai barconi “straripanti”, ovvio.

Buon natale, e se siete ancora menti libere, fottetevene allegramente di questo corvaccio. La gioia di vivere, in particolare dal punto di vista enogastronomico, è probabilmente la cosa più italiana e latina che esiste. Godetevi la famiglia, godetevi gli amici e godetevi le innumerevoli tradizioni enogastronomiche di cui questo meraviglioso paese fa dono alla civiltà, che è un altro modo per dire italianità. Quello che conta è non distrarsi mai dalla lotta politica, che come non ci stancheremo mai di dirlo richiede l’individuazione del nemico principale.

Matteo Rovatti

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7 Commenti

  1. “incapaci di fare alcunché di utile nei loro paesi” da aggiungere spesso ricchi se non ricchissimi di tutto.

    bene sempre ricordare l’Italia semidistrutta del dopoguerra (assolutamente più povera e a pezzi della stragrande maggioranza dei Paesi di provenienza di questi signori) a cui sono bastati appena 15 anni per rimettersi in piedi e realizzare un boom economico senza pari,per porre un ANTIPATICO quanto REALISTA termine di paragone e per affermare che sono i POPOLI a fare la differenza,e non le superfici da loro abitate.

    Un’altra volta -a proposito- parleremo del Giappone.

  2. Ottimo articolo beffardamente contornato da 3 fastidiosissime immagini pubblicitarie dell’UNHCR dove compaiono 3 bambini decisamente abbronzati i quali, alla modica cifra di 1€ al giorno, potrebbero essere salvati e instradati verso un radioso futuro!

  3. “[…] L’Ariano in realtà soccombe per grulleria. Ha abboccato alla religione, alla Leggenda tramata dai giudei espressamente per la sua perdita, la sua castrazione, la sua servitù.
    “Diffusa alle razze virili, alle razze ariane detestate, la religione di ‘Pietro e Paolo’ compì ammirevolmente la sua opera, degradò in accattoni, in sotto-uomini fin dalla culla i popoli sottomessi, le orde ubriacate di letteratura cristianica, lanciate imbelli, perse alla conquista del Santo Sudario, delle ostie magiche, abbandonando per sempre i loro Dei, le loro religioni esaltanti, i loro Dei di sangue, i loro Dei di razza.
    “E non è tutto. Crimine dei crimini, la religione cattolica è stata attraverso tutta la nostra storia la grande ruffiana, la grande imbastardatrice delle razze nobili, la grande procacciatrice dei rognosi (con tutti i santi sacramenti), la rabbiosa contaminatrice.
    “La religione cattolica fondata da dodici ebrei avrà giocato fino in fondo tutto il suo ruolo quando saremo scomparsi sotto i flutti della turba enorme, del gigantesco lupanare afro-asiatico che si prepara all’orizzonte.
    ” Questa la triste verità, l’ariano non ha mai saputo amare, adulare che il dio degli altri, mai ha avuto religione propria, religione bianca.
    “Quel che adora, il suo cuore, la sua fede, gli son stati forniti in tutti i suoi elementi dai suoi peggiori nemici.
    “È assolutamente normale che ne crepi, il contrario sarebbe un miracolo.”
    Louis-Ferdinand Céline, Les beaux draps, 1941

  4. …infatti “ama i tuoi nemici”…ci sono ragioni archetipe dietro tutto cio sicuramente..a prescindere da cio che consideriamo solo con il ragionamento giusto o ingiusto

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