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Roma, 26 lug – Questa volta non ci sarebbero dubbi, su Marte c’è davvero l’acqua e di conseguenza è possibile che vi siano esseri viventi, per quanto microscopici. L’annuncio è arrivato ieri da parte di un team di scienziati italiani, una scoperta presentata da Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), università Roma Tre, Sapienza e Gabriele d’Annunzio (Pescara), Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Sul pianeta rosso, sotto i ghiacci del Polo Sud di Marte, c’è un grande lago di acqua liquida e probabilmente salata.
Si tratta con tutta evidenza, e come giustamente precisato dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston, di “una delle scoperte più importanti degli ultimi anni”. “Sono decenni che il sistema spaziale italiano è impegnato nelle ricerche su Marte insieme a Esa e Nasa. I risultati di Marsis – ha dichiarato Battiston – confermando l’eccellenza dei nostri scienziati e della nostra tecnologia e sono un’ulteriore riprova dell’importanza della missione europea a leadership italiana ExoMars, che nel 2020 arriverà sul pianeta rosso alla ricerca di tracce di vita”. Una sensazionale scoperta tutta italiana quindi e saranno sempre italiani gli scienziati che guideranno la missione prevista tra due anni sul pianeta rosso.
Il grande lago rinvenuto dai ricercatori, che hanno utilizzato i dati del radar Marsis, a bordo della sonda europea Mars Express, esiste da molto tempo e sarebbe dotato di acqua liquida e sali, oltre ad essere protetto dai raggi cosmici. Tutti elementi che, secondo gli scienziati italiani, fanno pensare alla possibilità che vi sia una nicchia biologica. “E’ la prima evidenza che c’è acqua liquida su Marte, in un lago subglaciale, una notizia  che si aspettava da 30 o 40 anni”, ha detto Enrico Flamini, docente di Planetologia presso l’Università di Chieti-Pescara e responsabile di progetto dell’esperimento Marsis per l’Asi.
Il radar Marsis, fra maggio 2012 e dicembre 2015, ha raccolto una serie enorme di dati che mostrano adesso come il lago scoperto sia una massa di acqua stabile e potrebbe non essere l’unico. Per gli scienziati italiani, infatti, su Marte potrebbero essercene molti altri, e adesso sanno come cercarli.
Alessandro Della Guglia

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