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Roma, 15 feb – Tra i neoministri del governo Draghi spicca di sicuro il nome di Roberto Cingolani, super tecnico alla guida del dicastero più à la page dell’esecutivo, quello per la Transizione ecologica. Fortemente voluto da Beppe Grillo, che magari sperava andasse ai 5 Stelle, il ministero (che ancora si chiama ufficialmente dell’Ambiente) è andato invece a un fisico di fama mondiale. Il quale però non ha nulla a che fare con i grillini. Infatti semmai è ascrivibile all’area renziana.



Un curriculum di tutto rispetto

Scienziato di alto livello e non un esperto di quelli che vogliono stare sotto i riflettori – è anche assente dai social – Cingolani è nato il 23 dicembre 1961 a Milano, sposato due volte, ha tre figli. Il suo curriculum è notevole. L’ultimo incarico è quello di Chief Technology & Innovation Officer di Leonardo (ex Finmeccanica), che ricopre da settembre 2019. Laureato in Fisica presso l’Università di Bari e nel 1989, ottiene il Diploma di Perfezionamento (PhD) in Fisica alla Scuola Normale Superiore di Pisa. E’ stato ricercatore al Max Planck Institut di Stoccarda in Germania. Visiting Professor all’Institute of Industrial Sciences della Tokyo University in Giappone e alla Virginia Commonwealth University negli Stati Uniti. Nel 2000 è nominato professore ordinario di Fisica sperimentale all’Università di Lecce. Un anno dopo ha fondato il National Nanotechnology Laboratory (Nnl) a Lecce, nel 2015 ha poi dato vita all’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova, di cui è stato direttore scientifico per 14 anni.

Esperto di nanotecnologie e robotica umanoide

L’attività scientifica di Cingolani ha riguardato soprattutto le nanotecnologie per diagnostica e terapia, le nanotecnologie per l’energia e la robotica umanoide. E’ autore o co-autore di oltre 1.000 pubblicazioni su riviste internazionali e ha al suo attivo oltre 100 brevetti. Dal 2001 è Alfiere del Lavoro, oltre a essere Commendatore della Repubblica dal 2006. Nel 2014 è stato tra gli ispiratori della fase iniziale del progetto Human Technopole, l’istituto di ricerca per le scienze della vita situato nell’area dell’Expo di Milano. Nei primi anni Duemila ha collaborato con le forze dell’ordine per i casi Marta Russo e Unabomber. Tra i suoi interessi scientifici di ricerca c’è l’intelligenza artificiale.

L’incontro con Renzi e la partecipazione alla Leopolda

Il suo contatto con la politica avviene proprio in questi anni, con Matteo Renzi (qui il video della sua partecipazione alla Leopolda 9, sul palco con il leader di Italia Viva). I rapporti tra l’ex premier e Cingolani sono proseguiti anche dopo che l’ex segretario del Pd ha lasciato Palazzo Chigi. Infatti il fisco era tra i docenti di Meritare l’Italia 2019, la scuola di formazione politica di Iv. Cingolani è però entrato in contatto anche con il governo Conte I e II, nel 2019 ha ospitato l’ex premier all’Iit, e poi nella primavera 2020 è stato inserito nella task force Colao (anche lui neoministro) per la ripartenza, la cosiddetta Fase 2.

Insomma, è vero che Renzi nel governo Draghi ha ottenuto un ministro in meno rispetto al Conte bis. Ma è altrettanto vero che con Cingolani al ministero per la Transizione ecologica, il leader di Iv incassa il doppio risultato di un super tecnico d’area Iv soffiando l’incarico ai 5 Stelle, già da lui puniti con l’uscita di scena dell’ex avvocato del popolo.

Adolfo Spezzaferro

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